Regorafenib nella terapia di terza linea per i GIST


Contesto

Il farmaco Regorafenib (nome commerciale Stivarga®) è efficace in due tipi di tumore: per la cura del Carcinoma al Colon Retto (mCRC) e per i GIST resistenti a Imatinib e Sunitinib, le due terapie approvate sinora per il suo trattamento.

 La Food and Drug Administration (FDA) americana, ha approvato Regorafenib per il trattamento dei pazienti affetti da Carcinoma del Colon Retto il 27 settembre 2012 e per il trattamento in terza linea terapeutica dei GIST il 25 febbraio 2013.

L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha autorizzato il 26/08/2013 l’immissione in commercio di Regorafenib per il trattamento del Carcinoma del Colon Retto ed il 30 luglio 2014 l’ha autorizzato per il GIST.

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) il 20 novembre 2013 ha autorizzato regorafenib per il mCRC (GU Serie Generale n. 286 del 6-12-2013), ma non l’ha ancora autorizzato per il GIST.

Il 30 luglio 2014 il nuovo farmaco è stato autorizzato dall’Agenzia Europea EMA per il trattamento dei GIST. Questo ha comportato il termine del programma di accesso anticipato MAP (detto “compassionevole”) istituito dall’azienda farmaceutica Bayer, produttrice di Regorafenib,  per consentire ai pazienti con GIST un accesso anticipato alla terapia (prima delle necessarie autorizzazioni e procedure nazionali), fornendo il farmaco gratuitamente alle aziende ospedaliere.

Cosa succede dopo la cessazione del MAP?

  1. tutti i pazienti con GIST ammessi al programma MAP prima del 30 luglio 2014 continueranno a ricevere il farmaco dalla Bayer attraverso i loro centri di cura ;
  2. dopo il 30 luglio 2014 il farmaco non è piu’ fornito da Bayer ai nuovi pazienti con GIST.

Come potranno ottenere il farmaco i nuovi pazienti che ne avranno necessità?

La situazione è molto complessa ed è aggravata dal fatto che la legge prevede un lungo iter – mediamente due anni - prima che Regorafenib sia disponibile per i pazienti con GIST a mezzo del Servizio Sanitario Nazionale e del S.S. Regionale.

Occorre infatti attendere:

  1. Autorizzazione dell’Agenzia italiana AIFA con determinazione del prezzo e classificazione del  farmaco ai fini della rimborsabilità (mediamente 12 mesi);
  2. Inserimento nei Prontuari Terapeutici Regionali e Inserimento nei Prontuari terapeutici Aziendali (mediamente ulteriori 12 mesi)

La situazione oggi.

Dopo il 30 luglio 2014, regrafenib si trova in FASCIA CNN  (cioe' a carico del cittadino con obbligo di ricetta), fino a quanto il farmaco diventerà rimborsabile dal SSN.  Il nuovo farmaco è molto oneroso e proibitivo per normali economie familiari (4800 euro a confezione per la cura della durata di un mese). I pazienti possono acquistare il farmaco a proprie spese ordinandolo presso le farmacie ospedaliere o presso le farmacie ordinarie. Anche gli ospedali possono acquistare il farmaco a proprie spese, senza rimborso dal SSN, ma date le ristrettezze di bilancio e la politica di contenimento dei costi, è molto improbabile che ciò avvenga.

Questa situazione è disumana, non tiene conto delle necessità di cura dei malati, crea disuguaglianze e disparità inaccettabili per il trattamento dei pazienti. Per questo la nostra Associazione si sta battendo da tempo per modificare la normativa esistente ed aderisce al MANIFESTO PER I DIRITTI DEI PAZIENTI ONCOLOGICI che prevede, tra i suoi punti, che venga applicata la disposizione introdotta nel Decreto Legge 69/2013 per l’immissione in Prontuario da parte di AIFA di farmaci orfani o di eccezionale rilevanza terapeutica in un tempo massimo di 100 giorni dalla data di approvazione dell’EMA.

Come associazione di pazienti ci siamo attivati da mesi, in collaborazione coi medici della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori, presso la casa farmaceutica Bayer, presso AIFA e presso gli Assessorati alla salute di tutte le Regioni Italiane, per rappresentare le necessità urgenti dei pazienti che necessitano del farmaco Stivarga e addivenire a una soluzione per l’accesso rapido e senza costi per il paziente, ma nonostante il nostro impegno non abbiamo conseguito alcun risultato positivo.

In data 17 settembre abbiamo scritto una nuova istanza al direttore generale di AIFA, Dott. Luca Pani, denunciando la situazione e chiedendo che regorafenib sia fornito dal SSN ai pazienti con GIST entro i 100 giorni dall’autorizzazione EMA. Ecco il testo della lettera:

Egregio Direttore Generale Dott. Luca Pani

Agenzia Italiana del Farmaco AIFA, Roma

e per conoscenza:

Segreteria del Ministro Beatrice Lorenzin

Ufficio del Presidete del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi

Presidente AIOM, Stefano Cascinu

Presidente  Fondazione “Insieme contro il Cancro”, Francesco Cognetti                             

Presidente COMU, Sabino De Placido

Presidente CIPOMO, Gianpiero Fasola

Milano, 17 settembre 2014

Oggetto: Farmaco Regorafenib (Stivarga) per la terza linea di trattamento dei tumori GIST metastatici non rispondenti a imatinib e sunitinib.

Egregio Dott. Pani,

desidero ringraziare per la comunicazione AIFA/RSC/P/79649 del 25-07-2014, in risposta alla nostra istanza del 12 maggio 2014. Rispetto alla situazione delineata in entrambe le nostre due lettere, sono  intervenuti i seguenti cambiamenti:

  1. in data 30 luglio u.s., EMA ha autorizzato Regorafenib (Stivarga) nella cura dei GIST, con conseguente immissione nazionale in fascia Cnn del farmaco. Fino alla sua rimborsabilità, il farmaco è  reperibile a pagamento nelle farmacie italiane ospedaliere e non-ospedaliere, nelle farmacie della Svizzera  e del Vaticano al prezzo di 4800 euro alla confezione per una terapia della durata di un mese nei tumori GIST;

  1. contemporaneamente all’autorizzazione europea, l’azienda farmaceutica Bayer  Pharma AG ha posto termine al protocollo di uso compassionevole riaperto a fine maggio, negando la cura a tutti i malati con GIST bisognosi di iniziare questa terapia dopo il 30 luglio (restano forniti del farmaco in uso compassionevole solo i malati ammessi nel protocollo in data precedente).

Questa nuova situazione impatta in maniera drammatica sul destino della maggior parte dei pazienti bisognosi di accesso alla cura poichè impossibilitati a sostenere un onere di tale entità per un periodo protratto.

Infatti i malati che rappresentiamo - così come, piu’ in generale, tutti i malati oncologici - subiscono  il ritardo che si verifica nel nostro paese quando un nuovo farmaco antitumorale di provata efficacia, che offre speranza di sopravvivenza a numerosi malati, diviene rimborsabile e quindi accessibile ai malati solo dopo circa 2 anni dall’autorizzazione di EMA, a causa (a) dei tempi tecnici richiesti dal vostro Istituto per la determinazione del prezzo e classificazione del farmaco ai fini della rimborsabilità e (b) dall’Inserimento nei Prontuari Terapeutici Regionali e nei Prontuari terapeutici Aziendali. Purtroppo questi  tempi sono incompatibili con le esigenze cliniche dei malati di GIST bisognosi di terapie successive a imatinib e sunitinib, lasciandoli privi di una cura di provata efficacia nella patologia che trattiamo, così come potrà esservi confermato dal referente della Rete Nazionale Tumori Rari ed esperto clinico, Prof. Paolo G. Casali.

Finalmente il decreto-legge del ministro Lorenzin del luglio 2013 ha affrontato questo problema stabilendo un tempo massimo di 100 giorni perché il vostro Istituto completi le procedure di immissione nel prontuario del SSN dei farmaci orfani e di eccezionale rilevanza terapeutica, ma osserviamo con estrema preoccupazione la mancata attuazione di tale normativa.

La nostra associazione ha recentemente aderito al Manifesto per i diritti dei malati oncologici, in collaborazione con l’associazione Salute Donna ed altre associazioni di pazienti, che è stato presentato il 10 luglio scorso a Roma. Detto Manifesto reca tra i suoi punti la seguente richiesta:

“che venga applicata la disposizione introdotta nel Decreto Legge 69/2013 dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che prevede l’immissione in Prontuario da parte di AIFA di farmaci orfani o di eccezionale rilevanza terapeutica in un tempo massimo di 100 giorni dalla data di approvazione dell’EMA.”

Detta richiesta è stata avanzata il 22 luglio scorso anche dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dal Collegio Italiano Primari Oncologi Medici Ospedalieri (CIPOMO), dal Collegio degli Oncologi Medici Universitari (COMU) e dalla Fondazione “Insieme contro il Cancro”:

Siamo quindi ad esortarvi di voler attuare questo disposto a benefico di tutti quei malati ed i loro familiari che lottano per combattere una malattia oncologica. Per i malati, la differenza fra accedere  a una terapia antitumorale dopo 3 mesi oppure dopo 2 anni segna il confine tra sopravvivere alla malattia o morirne. Il vostro istituto ha la prerogativa di dare attuazione ad una legge che pone rimedio ai tempi oggi inconciliabili tra l’approvazione centralizzata di EMA di farmaci oncologici efficaci ed effettiva disponibilità per i pazienti. Tale legge – di cui vi chiediamo fermamente l’attuazione - sta finalmente offrendo un futuro migliore, piu’ vivibile e piu’ equo, dando risposta al bisogno improrogabile di cure oncologiche salvavita, come nel caso di regorafenib nei GIST, accessibili e immediate per tutti i malati che ne hanno necessità e ne possono trarre beneficio secondo i propri medici oncologi curanti.

Auspichiamo che possiate adoperarvi per addivenire ad una soluzione che superi ogni possibile impedimento all’attuazione del decreto Lorenzin affinchè non vengano lesi i diritti alla salute dei cittadini italiani.

Restando a disposizione per qualsiasi approfondimento o ulteriore delucidazione e in attesa del vostro riscontro, porgiamo i migliori saluti.
Anna Costato, Presidente e Legale Rappresentante
A.I.G. Associazione Italiana GIST Onlus