Newsletter numero 53 del 5 marzo 2013


AGLI ASSOCIATI, AMICI E SIMPATIZZANTI
DI A.I.G. ASSOCIAZIONE ITALIANA GIST ONLUS


In questo numero:


1. Convegno nazionale di A.I.G. a Bologna, sabato 13 aprile 2013
2. Sebastian Bauer e Jonathan Fletcher parlano di micro GIST
3. Malattie rare e Tumori Rari: l’impegno di A.I.G
4. Regorafenib approvato per i GIST da FDA
5. Conclusi gli incontri locali medici pazienti del 2012: un primo bilancio
6. L’associazione di pazienti in Svizzera assegna il premio GIST 2012 ai
Dottori Daniel Perez e Michael Montemurro
7. Notizie dai congressi  medici sui GIST
8. RAI 3: servizio sui GIST e tumori rari il 21 marzo 2013
9. Benvenuto ai nuovi volontari
10. Prossimi eventi

1. Sesto convegno nazionale di AIG e Assemblea ordinaria dei soci

Il sesto convegno nazionale di A. I. G. - Associazione Italiana GIST Onlus si svolgerà a Bologna il 13 aprile 2013, presso l’Hotel NH De La Gare, Piazza XX Settembre, 2.

Il convegno nazionale di A.I.G. rappresenta un momento importante della vita associativa, unita all’incontro tra medici esperti in questo tumore e pazienti.
Per un paziente affetto da Tumore Raro, quale il GIST, è rilevante conoscere lo stato dell’arte nella malattia, la disponibilità di terapie innovative,  gli studi clinici. Gli esperti - oncologi, chirurghi, ricercatori- che interverranno a Bologna alla giornata di approfondimento medico sui GIST dedicata ai pazienti, parleranno dei trattamenti clinici, dello stato della ricerca, dei nuovi farmaci in sperimentazione, di alimentazione ed  effetti collaterali.  L’incontro prevede diversi momenti interattivi, con ampio spazio riservato alla discussione con il pubblico.
In concomitanza con il convegno è convocata l’Assemblea ordinaria dei soci che costituisce il momento fondamentale di confronto, di condivisione delle scelte, di programmazione di attività future, per garantire una corretta gestione dell’Associazione.
E’ importante la presenza all’assemblea di tutti i soci nel segno della responsabilità e dell’impegno nei confronti della vita associativa.


2.   COSA SONO I MICRO-GIST E PERCHÈ STUDIARLI AIUTERA’  A CAPIRE SEMPRE MEGLIO COME CURARE I GIST

Comprendere il meccanismo di sviluppo dei Tumori Stromali Gastrointestinali è l'obiettivo dei ricercatori, per scoprire nuove terapie per la cura dei GIST.
I dottori Sebastian Bauer e Jonathan Fletcher, in un articolo pubblicato sul giornale del Life Raft Group (LRG), il 23 gennaio 2013 (“Understanding how GISTS develop enables discovery of new terapie”) parlano dei GIST di piccolissime dimensioni (microGIST), di come questo tipo di tumore si sviluppa e che cosa può derivare da queste conoscenze.
Pubblichiamo l’articolo di LRG, tradotto in italiano, nello spirito di condivisione che unisce la comunità internazionale dei pazienti GIST.
Anche se non si tratta di una facile lettura per i non addetti ai lavori, pensiamo che la conoscenza della malattia in ogni suo aspetto aiuti i pazienti ad abbattere la paura e a combattere meglio la malattia.

   
L'articolo originale in lingua inglese si può leggere al link
http://liferaftgroup.org/2013/01/understanding-how-gists-develop/

Traduzione e sintesi italiana a cura di A.I.G.

“Comprendere come i GIST si sviluppano consente la scoperta di nuove terapie”.
Dr. Sebastian Bauer, West German Cancer Center, University of Essen, Garmany
Dr. Jonathan Fletcher, Brigam & Women's Hospital, Harvard University, LRG Research Team.

   

La gran parte di noi ha alcuni 'nei' sparsi nella cute del proprio corpo. La maggior parte di questi “nei“ sono simili a neoplasie benigne, molto comuni nella popolazione, ma sappiamo tutti che, raramente, questi si trasformano in tumori maligni della pelle. Ciò che pochi sanno è che i GIST si potrebbero descrivere come 'nei ' dello stomaco. Una persona su tre ha un minuscolo GIST nello stomaco. Conosciamo questo dato grazie al lavoro diligente dei dottori Kaori Kawanowa, Shinji Sak e colleghi, i quali, in diversi centri medici giapponesi, hanno studiato attentamente 100 stomaci, che erano stati rimossi chirurgicamente da pazienti con tumori gastrici (non GIST). La lunghezza media di uno stomaco adulto è di 25 cm e questi dottori hanno sezionato gli stomaci a intervalli di 5 mm, il che ha permesso loro di esaminare al microscopio una quantità pari a centinaia o anche a migliaia di fette di stomaco da ciascun paziente. Con grande sorpresa di molti, il Dr. Kawanowa ha identificato 50 piccolissimi GIST in 35 degli stomaci esaminati.

Tuttavia, nessuno di questi minuscoli GIST sarebbe da considerarsi clinicamente rilevante o pericoloso (1). Ciò che colpisce per i pazienti affetti da GIST è che questi piccoli GIST innocui presentano le medesime mutazioni dei geni KIT o PDGFRA (cioè le mutazioni che costituiscono i principali meccanismi oncogeni nei GIST) che si riscontrano nella malattia quando viene diagnosticata (2).

Fortunatamente la mutazione di un singolo gene nei geni KIT e PDGFRA, da sola, non trasforma una cellula gastrointestinale normale in un tumore GIST, altrimenti avremmo due miliardi di pazienti con GIST in tutto il mondo. Infatti, vi è una forte evidenza scientifica, in base all’epidemiologia e agli studi di laboratorio, che sono necessarie mutazioni multiple, che coinvolgano geni importanti nello sviluppo cellulare, per produrre la maggior parte dei tumori.
Questi concetti sono stati diffusi per la prima volta dal Dr. Carl Nording, finlandese, il quale pur essendo architetto e storico ha speso molto del suo tempo su problemi che erano al di fuori del suo campo professionale. Nel 1953 egli ha pubblicato una teoria “multi - mutazione” con l'obiettivo di spiegare perché i tumori diventano sempre più comuni con l’avanzare dell'età delle persone (3). Ha ipotizzato che l'aumento del cancro con l'invecchiamento potrebbe essere spiegato col fatto  che la maggior parte dei tumori richiede sei mutazioni sequenziali e che, quindi, un tempo considerevole è necessario perché queste mutazioni casuali si sviluppino in una precisa lesione pre-tumorale. La sua teoria fu poi perfezionata dal Dr. Alfred Knudson, il quale riteneva che la maggior parte dei tumori richiedessero almeno due mutazioni genetiche cruciali (4).
[….] Simili osservazioni hanno fatto Brian Rubin della Cleveland Clinic, membro del team di ricerca di Life Raft Group e Peter Besmer del Memorial Sloan- Kettering Cancer Center, scopritore del gene KIT, i quali in base ad esperimenti di laboratorio sui topi (6), hanno confermato che l'ipotesi del dottor Knudson si applica al GIST.

Sappiamo che i pazienti con GIST diffuso possono rispondere all'imatinib per diversi anni, ma questo trattamento di solito non guarisce completamente la malattia.
L'importanza dei piccoli GIST, altrimenti detti "microGIST", sta nel fatto che essi ci danno un punto di partenza molto precoce nello sviluppo del GIST, per individuare le varie mutazioni geniche, aggiuntive e decisive, necessarie perché insorga un GIST clinicamente rilevante. Inoltre, poiché sappiamo che in pratica tutti i microGIST perdurano come piccoli tumori benigni, o vanno incontro ad autodistruzione (invece di progredire e svilupparsi in tumori maligni), questi studi dovrebbero permettere di identificare gli ostacoli biologici alla progressione maligna in pazienti con GIST.
La comprensione di tali ostacoli, potrebbe rivelare nuovi bersagli terapeutici nei GIST, tra i quali proteine anormali che impediscono alle cellule GIST di morire, anche in presenza di un’efficace inibizione di KIT /PDGFRA.

Che cosa si sa già delle mutazioni genetiche aggiuntive- vale a dire, quelle ben oltre  le mutazioni di KIT o PDGFRA - che sono necessarie per produrre un tumore GIST? Un modo tradizionale per identificare queste mutazioni è mediante cariotipizzazione[1]  fatta su cellule GIST prelevate da biopsie chirurgiche che sono coltivate in laboratorio e sulle quali i cromosomi sono identificati mediante colorazioni speciali e osservati al microscopio. I cromosomi contengono il DNA delle cellule, e la cariotipizzazione è lo stesso approccio con cui si valutano i cromosomi di cellule fetali quando si fa l’amniocentesi, per vedere se ci sono anormalità associate a malattie e per determinare il sesso del feto. Una cellula normale ha 46 cromosomi, ma i cariotipi (cioè il "corredo cromosomico" caratteristi­co di una determinata specie.) in molti GIST mostrano perdite di diversi cromosomi e spesso di particolari parti di un cromosoma. Queste anomalie cromosomiche, molto ricorrenti, identificano le posizioni dei geni che controllano la crescita e altre importanti proprietà delle cellule GIST: geni che normalmente mantengono sotto controllo le cellule precursori dei GIST. Quando i geni che controllano il GIST sono perduti per delezione[2] del cromosoma o mutazione, questo fa perdere il controllo alle cellule GIST innocue, permettendo loro di crescere e di comportarsi in modo più aggressivo.
La cariotipizzazione del GIST e altri studi sui cromosomi o sul DNA, fino ad oggi, hanno localizzato nel genoma umano regioni che contengono più di cinque geni fondamentali che causano il GIST e molti di questi geni sono stati identificati. L'identificazione di altri geni coinvolti nei GIST costituisce un’importante priorità di ricerca, poiché queste scoperte, probabilmente, porteranno a progressi nelle terapie per curare i GIST.

Diversi ricercatori hanno osservato che delezioni di parte del cromosoma 9 sono viste raramente nei GIST a basso rischio, ma sono comuni nei GIST ad alto rischio di recidiva. Il gene bersaglio di queste delezioni cromosomiche è CDKN2A (7, 8), la cui funzione è quella di inibire il ciclo cellulare nelle cellule interstiziali di Cajal (quelle cellule da cui derivano GIST) e in altre cellule. CDKN2A regola la replicazione cellulare. I pazienti affetti da GIST, che hanno perso CDKN2A, hanno un rischio di gran lunga maggiore di sviluppare progressione di malattia rispetto a quelli che non l’hanno perso.
Nell’ambito del progetto di ricerca del Life Raft Group una serie di GIST sono stati analizzati non solo guardando i cromosomi, ma anche attraverso il sequenziamento di ogni gene (genoma intero e sequenziamento dell’ esoma intero)[3].  Un'osservazione importante che deriva da questi studi è che i GIST più aggressivi presentano mutazioni genetiche con coinvolgimento di CDKN2A e di altri geni correlati, che portano a una disregolazione[4] del ciclo cellulare. Questi studi indicano che quasi tutti i GIST richiedono una o più mutazioni che aumentino l'attività del ciclo cellulare, per passare da un GIST a basso rischio a uno ad alto rischio di recidiva. Per confermare queste scoperte sono in corso studi su un gruppo più ampio di campioni di GIST, utilizzando ricerche all’avanguardia. In particolare, le mutazioni che interessano i geni correlati al ciclo cellulare non sembrano rendere le cellule GIST meno sensibili agli inibitori di KIT / PDGFRA come imatinib. Ciononostante, queste scoperte potrebbero essere rilevanti in ambito clinico, giacché vari inibitori terapeutici del ciclo cellulare, compresi inibitori di CDK4/6, potrebbero ripristinare il controllo del ciclo cellulare nei GIST con delezioni di CDKN2A, o con altri difetti del ciclo cellulare.

Alcuni dei difetti del ciclo cellulare dei GIST sono effetto della soppressione di una proteina, che è considerata il principale regolatore e controllore del ciclo cellulare, la proteina p53 che molto spesso determina se un danno genetico alla cellula può essere riparato o se la cellula deve andare incontro ad apoptosi, cioè a morte cellulare programmata.

Trattando le cellule GIST con imatinib e poi aggiungendo farmaci che "svegliano", per così dire, il principale regolatore del ciclo cellulare, p53 aumenta notevolmente il numero di cellule apoptotiche (9). Tuttavia modificare p53 nei pazienti potrebbe essere pericoloso, perché modificare p53 può anche avere effetti sulle cellule normali. Studi clinici in corso stanno indagando con molta cautela se questi trattamenti possono essere fatti sui pazienti con sicurezza.
Ci auguriamo che nei prossimi anni si possa fare più luce sulle differenze genetiche e biologiche tra i "microGIST” e i GIST e così ci possiamo avvicinare all’obiettivo finale che è quello di curare con successo questo tumore. 

[1] nr, la cariotipizzazione è un test per esaminare i cromosomi in un campione di cellule e può aiutare ad identificare problemi genetici come causa di malattie; il test consiste nel contare il numero dei cromosomi e osservare i cambiamenti strutturali nei cromosomi. Può essere fatto su quasi  tutti i tessuti, compreso il liquido amniotico come si fa per l’amniocentesi 
[2] nr aberrazione o mutazione cromosomica, che consiste nell’assenza di un tratto di un cromosoma con conseguente perdita di materiale genetico 
[3] nr esoma è la porzione del genoma che contiene le istruzioni per fabbricare una determinata proteina  
[4] deterioramento del meccanismo fisiologico di regolazione


Bibliografia

1. Kawanowa K, Sakuma Y, Sakurai S, et al.: High incidence of microscopic gastrointestinal stromal tumors in the stomach. Hum Pathol 37:1527-1535, 2006
2. Corless CL, McGreevey L, Haley A, et al.: KIT mutations are common in incidental gastrointestinal  stromal tumors one centimeter or less in size. Am J Pathol 160:1567-1572, 2002
3. NORDLING CO: A new theory on cancer-inducing mechanism. Br J Cancer 7:68-72, 1953 4. Knudson AG, Jr.: Mutation and cancer: statistical study of retinoblastoma. Proc Natl Acad Sci U S A 68:820-823, 1971
5. Rubin BP, Antonescu CR, Scott-Browne JP, et al.: A knock-in mouse model of gastrointestinal stromal tumor harboring kit K641E. Cancer Res 65:6631-6639, 2005
6. Sommer G, Agosti V, Ehlers I, et al.: Gastrointestinal stromal tumors in a mouse model by targeted mutation of the Kit receptor tyrosine kinase. Proc Natl Acad Sci U S A 100:6706-6711, 2003
7. Schneider-Stock R, Boltze C, Lasota J, et al.: High prognostic value of p16INK4 alterations in  gastrointestinal stromal tumors. J Clin Oncol 21:1688-1697, 2003
8. Lagarde P, Perot G, Kauffmann A, et al.: Mitotic checkpoints and chromosome instability are strong predictors of clinical outcome in gastrointestinal stromal tumors.  Clin Cancer Res 8:826-838, 2012
9. Henze J, Muhlenberg T, Simon S, et al.: p53 modulation as a therapeutic strategy in  gastrointestinal stromal tumors. PLoS One 7:e37776, 2012 



3 . Malattie rare e Tumori Rari: l’impegno di A.I.G Associazione Italiana GIST Onlus

I tumori rari sono delle malattie rare e dovrebbero essere considerate con gli stessi criteri utilizzati per le malattie rare. Secondo la legislazione vigente in Italia però, i tumori rari non godono delle stesse tutele previste per le malattie rare.  Nello specifico, alcuni benefici e tutele previsti dall’ordinamento giuridico per le malattie rare, di cui al DM n. 279 del 18 maggio 2001, che oggi sono precluse ai Tumori Rari:

1) registri regionali, sovraregionali o nazionali sulla patologia;
2) rete dei Centri/Presidi accreditati per la diagnosi e cura delle malattie rare
         e riconoscimento di Centri Regionali e Interregionali di riferimento;
3) Percorsi Diagnostici, Terapeutici e Assistenziali (PDTA)
4) Finanziamento indipendente sulla ricerca dei farmaci orfani e malattie rare

Dal 2009 la nostra associazione persegue lo scopo di ottenere l’inclusione dei tumori rari nell’elenco delle malattie rare coperte dal DM 279/2001, che allineerebbe l’Italia a quanto accade in tutti i Paesi europei; altresì un sostanziale miglioramento normativo sull’uso “off-label” e sull’uso “compassionevole” dei farmaci orfani, nel contesto normativo nazionale e regionale, sono stati temi prioritari sui quali abbiamo svolto opera di sensibilizzazione.

Da ciò si è costituito nel settembre 2011 il Gruppo di Lavoro sui Tumori Rari, formato da quattro istituti clinici e quattro associazioni di pazienti:
  1. Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori, Milano
  2. Istituto Clinico Humanitas IRCCS, Rozzano MI
  3. Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro, Genova
  4. Fond GIMENA Onlus Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto, Roma
  5. A.I.G. Associazione Italiana GIST Onlus
  6. Associazione Paola per i Tumori Muscolo-scheletrici Onlus
  7. Uniamo FIMR Onlus
  8. FAVO Federazione Italiana delle Ass. di Volontariato in Oncologia
Il Gruppo si è riunito piu’ volte e ha presentato proposte di modifiche normative l’8 novembre 2012 al Senato, con audizione in XII Commissione Igiene e Sanità.

In sintesi, le richieste presentate:

1) Inserimento dei tumori rari nell’elenco delle malattie rare, mantenendo inalterati i criteri gestionali ed organizzativi che regolano la Rete Nazionale Tumori Rari, una realtà funzionante dal 1997;

2) Uso off label dei farmaci oncologici nei tumori rari:  necessità di migliorare l’uso off label dei farmaci (cioè farmaci registrati in Italia per altre indicazioni) nell’ambito dei tumori rari. Con riferimento alla normativa:

  • eliminare il criterio della prescrivibilità solo in presenza di dati derivanti almeno da studi di fase 2, quale introdotto dalla Legge Finanziaria 2007 e Provvedimento Commissione Unica del Farmaco 20 luglio 2000, art. 1;
  •  prevedere la possibilità del rimborso del farmaco da parte del Servizio Sanitario Nazionale;
  • prevedere l’inserimento anche dei farmaci orfani per  indicazioni “rare” negli Elenchi di AIFA ai sensi della Legge 648/96.
3) Uso compassionevole dei farmaci oncologici nei tumori rari: necessità di misure volte a facilitare l’uso compassionevole dei farmaci (cioè al di fuori di studi clinici) nell’ambito dei tumori rari. A tal proposito:
  • eliminare il criterio dell’esistenza almeno di studi già conclusi di fase 2;
  • rivedere il requisito dell’esistenza di un piano di sviluppo del farmaco nell’indicazione in oggetto.
Nonostante la sfavorevole situazione del quadro politico e il probabile cambio degli interlocutori sin qui sensibilizzati, nutriamo concrete speranze che le nostre richieste trovino accoglimento, in tutto o in parte. Continueremo a tenere alta l’attenzione su questi temi fino alla loro soluzione. Incoraggiamo tutti i pazienti e familiari ad appoggiare il nostro operato attraverso l’iscrizione alla nostra associazione in qualità di soci:
un’associazione con molti iscritti ha più peso, è più ascoltata e può  fare di più !


4. Regorafenib approvato per i GIST da FDA

Siamo lieti di comunicare che Regorafenib (nome commerciale Stivarga) della Bayer Pharmaceutical è stato approvato dall’FDA (Organo Regolatorio in USA) come farmaco di terza linea per i GIST che non possono essere rimossi chirurgicamente e non rispondono al trattamento con imatinib e sunitinib.

Stivarga (regorafenib) è stato valutato dall’FDA con la procedura di priorità, che permette una revisione accelerata, in sei mesi, per quei farmaci che possono fornire una terapia sicura ed efficace, quando non esiste terapia alternativa soddisfacente, o che possono offrire un miglioramento significativo rispetto ad altri farmaci in commercio. Il farmaco è stato designato come farmaco orfano, perché è destinato a curare una malattia rara come il GIST.   (Segue…  )


5. Conclusi gli incontri locali del 2012 tra medici e pazienti nell’ambito del progetto “Uniti contro i GIST”

Si sono conclusi a Napoli il 26 gennaio 2013 gli incontri medici dedicati ai pazienti e ai loro familiari programmati nell’anno sociale 2012. Gli incontri ci hanno visti a Bari il 6 ottobre 2012, e a seguire, ad Ancona 13 ottobre, a Noventa di Piave 20 ottobre, a Torino 10 novembre, a Roma 1 dicembre. Sono stati momenti importanti sia per i pazienti che per i medici.

Gli incontri locali costituiscono un’opportunità offerta ai pazienti su tutto il territorio nazionale per conoscere meglio la malattia, per essere aggiornati sulle novità terapeutiche e sulle possibilità di cura.
I pazienti possono discutere con medici esperti dei tanti problemi legati alla malattia, problemi che, a volte, è difficile affrontare durante il colloquio che si ha col medico in ambulatorio.
Gli incontri sono importanti anche per i medici, che percepiscono quali sono le necessità dei pazienti, lo loro preoccupazioni, i loro bisogni di conoscenza e da tutto ciò scaturisce quell’alleanza terapeutica tra medico e paziente che è la via per ottenere un miglior percorso del paziente affetto da Tumore Raro.
Abbiamo riscontri del successo di tali incontri dalle tante testimonianze raccolte dopo gli incontri, non solo dai pazienti, ma anche dai medici. La soddisfazione dei pazienti è tanta, e questo è comprensibile, ma anche il medico vive un’esperienza diversa come ci ha testimoniato un medico anatomo-patologo: “Per me è stato un incontro umanamente molto intenso, in considerazione del fatto che l'incontro personale con i pazienti per noi patologi è tutt'altro che costante. Il fatto di non collegare ad un mero dato cartaceo gli occhi di una persona, ci può far dimenticare quello per cui primariamente abbiamo scelto volontariamente questo mestiere. E dopo tanti anni di relazioni a convegni prettamente scientifici, è stato più emozionante e complesso   ….’.

A.I.G. ringrazia Novartis per il supporto a questi incontri, nell’ambito del progetto “Uniti contro i GIST”, che dall’anno 2010 ha reso possibile la realizzazione di cinque- sei eventi per anno.
 

6. Assegnato il premio GIST 2012 al Dr Daniel Perez e al Dr Michael Montemurro     

   

L’associazione per il sostegno delle persone affette da Tumori Stromali gastrointestinali, Gruppo GIST Svizzero, ha assegnato per la terza volta il premio per la ricerca scientifica sui GIST. Il premio 2012 di 10.000 franchi è stato assegnato ex equo al Dr. Daniel Perez per il suo studio “Blood Neutrophil-to-Lymphocyte Ratio is Prognostic in Gastrointestinal Stromal Tumor“ (“Il rapporto ematico tra neutrofili e linfociti come valore prognostico nei Gist”) pubblicato in Annali di Oncologia Chirurgica, e al Dr. Michael Montemurro per il suo studio “Sorafenib as third or fourth-line treatment of advanced gastrointestinal stromal tumour and pretreatment including both imatinib and sunitinib, and nilotinib. A retrospective analysis(“Sorafenib come trattamento di terza e quarta linea nei Gist avanzati e pre-trattamenti con imatinib, sunitinib e nilotinib. Analisi retrospettiva”) , pubblicato sulla rivista European Journal of Cancer. La cerimonia di premiazione si è svolta il 22 novembre a Basilea alla riunione semestrale del Gruppo Svizzero per la Ricerca Clinica sul Cancro (SAKK-  Swiss Group for Clinical Cancer Research). La giuria presieduta dal Prof. Urs Metzger, Presidente del Comitato Premi del Gruppo GIST, ha assegnato il premio all’unanimità.  

Lo studio del Dr. Perez è stato concepito per stabilire se il rapporto tra granulociti neutrofili e linfociti nel sangue (NLR) è prognostico per i GIST. Si tratta di un metodo facilmente disponibile per misurare il grado di attività immunologica nel sangue.
A tal fine, un'analisi prospettica è stata condotta sui valori ematici di 339 pazienti con GIST primario localizzato, trattati presso il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York dal 1995 al 2010. I pazienti sottoposti a terapia adiuvante con imatinib (n = 64) sono stati esclusi dallo studio. Il rapporto neutrofili - linfociti (NLR) è stato correlato con il decorso clinico. Il periodo libero da recidiva era significativamente più lungo nei pazienti GIST con basso NLR. Una correlazione è stata osservata tra NLR e il numero di mitosi e tra NLR e le dimensioni del tumore. Solo un piccolo numero di granulociti neutrofili è stato individuato nel tessuto tumorale.
In sintesi, si può dire che pazienti con GIST ad alto rischio di recidiva hanno un NLR elevato. I valori elevati di NLR sono un parametro di valutazione dell’infiammazione sistemica indotta da tumore.

Dr. Montemurro e colleghi hanno condotto un'analisi retrospettiva dell'efficacia di sorafenib nel trattamento di pazienti con un GIST trattato in precedenza, sulla base dei dati provenienti da 13 centri oncologici. Tutti i 124 pazienti di questa grande serie di pazienti di tutto il mondo erano stati precedentemente trattati con imatinib e sunitinib, e 68 pazienti anche con nilotinib. I trattamenti precedenti erano terminati nella maggior parte dei casi per la progressione del tumore e vi era, quindi, per questi pazienti bisogno urgente di un nuovo trattamento.
Sorafenib è stato somministrato alla dose di 400 mg due volte al giorno. Questo dosaggio ha portato lievi effetti collaterali, nella maggior parte dei casi. Gli effetti collaterali frequenti sono stati reazioni cutanee (38%), stanchezza e diarrea.
Una risposta a sorafenib è stata osservata nel 10% dei pazienti e una stabilità della malattia nel 57%. […..] i dati di efficacia per il sorafenib erano identici sia nella terza che nella quarta linea di terapia. Un’osservazione interessante è stata la tendenza a un periodo più lungo libero da progressione nei pazienti in cui è stata ridotta la dose di sorafenib o in quelli nei quali si è verificata una reazione cutanea.
Sorafenib appare molto efficace nel trattamento di pazienti con GIST precedentemente trattati.

Oltre all’indiscutibile qualità dei lavori presentati, la giuria è stata favorevolmente colpita dall'impegno del dottor Montemurro nello studio di questa malattia rara. Negli ultimi 5 anni egli ha tenuto più di 40 conferenze sul tema del GIST e pubblicato nove studi riportati su Medline, come autore o co-autore, cinque dei quali sono studi originali.

In qualità di organizzazione non-profit, il SAKK svolge anche studi nel campo di tali tumori rari. 

Il Gruppo GIST Svizzero è un'organizzazione per il sostegno delle persone affette da tumori stromali gastrointestinali (GIST). Il Gruppo GIST Svizzero assegna un premio annuale alle organizzazioni o agli individui che dimostrano il loro impegno. Il premio è assegnato per seminari, pubblicazioni, presentazioni a congressi e progetti scientifici o socialmente rilevanti. Il premio di 10.000 franchi svizzeri è donato dalla fondazione del Dr. Ulrich Schnorf, il fondatore del gruppo GIST.

SAKK

Il Gruppo Svizzero per la Ricerca Clinica sul Cancro (SAKK) è un’organizzazione non-profit che ha compiuto studi clinici sul cancro come gruppo cooperativo sin dal 1965. L'obiettivo di SAKK è quello di sviluppare ulteriormente i trattamenti esistenti e di valutare l'efficacia e la tollerabilità di nuovi trattamenti.

Dr. Daniel Perez, Memorial Sloan Kettering Cancer Center, New York, USA
Dr. Michael Montemurro, CHUV Lausanne/University Hospital Zurich.


Pubblicato per gentile concessione di Helga Meier Schnorf in rappresentanza del Gruppo GIST Svizzero  

7. Notizie dai congressi  medici sui GIST

Si è svolto a Praga, dal 14 al 17 novembre 2012, il 17° Annual meeting del CTOS (Connettive Tissue Oncology Society), la società che riunisce medici e scienziati che si occupano dei tumori dei tessuti connettivi per migliorare le cure, aumentare la conoscenza di tutti gli aspetti della biologia dei tumori dei tessuti connettivi e la ricerca clinica. Diversi lavori e poster sono stati presentati nella sessione 9 del 17 Novembre, dedicata ai GIST.
Le sintesi dei lavori originali sono al sito

Di seguito un sommario di alcuni dei lavori presentati:
(traduzione a cura di A.I.G.)

Documento#45
Dr. Mikael Eriksson, Dr. Peter Reichardt et al. hanno condotto un’analisi retrospettiva su 393 casi di GIST dello studio clinico SSG XVIII/AIO ed hanno valutato gli esiti dei pazienti che avevano avuto biopsia preoperatoria trans-addominale per la diagnosi di GIST, confrontandoli con quelli che non avevano avuto biopsia, per vedere se la biopsia può causare disseminazione delle cellule e recidiva. I risultati indicano che la biopsia preoperatoria trans-addominale non aumenta il rischio di ripresa della malattia, anche se gli autori suggeriscono che questi risultati devono essere valutati con cautela a causa della natura retrospettiva dello studio e del numero relativamente basso di casi studiati.  
“NEEDLE BIOPSY THROUGH THE ABDOMINAL WALL FOR THE DIAGNOSIS OF GIST - DOES IT POSE ANY RISK FOR TUMOR CELL SEEDING AND RECURRENCE?”
Dr. Mikael Eriksson et al.

Documento #46
 Il Gist può essere trattato efficacemente con imatinib, ma la remissione completa è rara e sovente i pazienti sviluppano resistenza alla terapia; per questo c’è necessità urgente di nuove opzioni di trattamento. I ricercatori Sergei Boichuk; Anette Duensing et al. hanno rivalutato alcuni chemioterapici (89 farmaci approvati dall’FDA) per verificare l’efficacia nei GIST. I risultati hanno indicato un inaspettato alto livello di sensibilità dei GIST ad alcuni chemioterapici, come mitramicina A (MMA) e Mitoxantrone II (MXN), rispettivamente inibitori della trascrizione (MMA) e della topoisomerasi (MXN). Questa classe di farmaci, secondo i ricercatori, dovrebbe essere presa in considerazione come possibile trattamento opzionale per i pazienti con GIST e per l’avvio di sperimentazioni cliniche.
A MEDIUM-THROUGHPUT COMPOUND SCREEN IDENTIFIES NOVEL TREATMENT OPTIONS FOR GASTROINTESTINAL STROMAL TUMORS (GIST)
Sergei Boichuk; Anette Duensing et al .  

Documento# 48
 Risultati aggiornati dello studio GRID - studio internazionale di fase III, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo di regorafenib in pazienti con GIST metastatici e/o inoperabili in progressione, nonostante precedente trattamento con imatinib (IM) e sunitinib (SU). Il Regorafenib ha migliorato in modo significativo il periodo libero da progressione, cosi come il tasso di controllo della malattia (DCR) (in termini di stabilità di malattia SD e risposta completa /risposta parziale CR/ PR) in pazienti che avevano fallito precedente terapia con IM e SU. Regorafenib è stato ben tollerato con effetti collaterali attesi e gestibili con modifiche della dose. Il crossover ha permesso ai pazienti nel braccio di controllo con placebo di accedere a regorafenib (OL-REG).
UPDATED RESULTS FROM THE GRID TRIAL - AN INTERNATIONAL PHASE 3, RANDOMIZED, DOUBLE-BLIND, PLACEBO-CONTROLLED TRIAL OF REGORAFENIB IN PATIENTS (PTS) WITH METASTATIC AND/OR UNRESECTABLE GASTROINTESTINAL STROMAL TUMOR (GIST) PROGRESSING DESPITE PRIOR TREATMENT WITH AT LEAST IMATINIB (IM) AND SUNITINIB (SU)
Peter Reichardt ; Paolo Casali et al.  

Documento #49
Un lavoro del Dr Peter Hohenberger et al. indica la possibilità di un nuovo trattamento con particelle radioattive 90Y SIRT in pazienti con metastasi epatiche progressive di GIST. In pazienti che hanno una mutazione GIST resistente ai noti inibitori della tirosina chinasi, quest’ opzione potrebbe essere usata nelle linee di trattamento precoci.  SELECTIVE INTERNAL RADIATION THERAPY (SIRT) WITH 90Y PARTICLES FOR LIVER METASTASES OF GASTRO-INTESTINAL STROMAL TUMORS (Peter Hohenberger et al).

Poster SS
Risultati finali dello studio collaborativo EORTC-STBSG della terapia neoadiuvante con Imatinib (IM) in GIST localmente avanzati. La terapia preoperatoria con imatinib nei GIST localmente avanzati può facilitare la resezione chirurgica, ridurre la diffusione del tumore e la morbilità della procedura. L’analisi, che ha compreso il più grande gruppo di pazienti con GIST di routine trattati con imatinib neoadiuvante indica eccellenti risultati a lungo termine della terapia combinata nei GIST localmente avanzati. NEOADJUVANT THERAPY WITH IMATINIB IN LOCALLY ADVANCED GASTROINTESTINAL STROMAL TUMORS (GIST) - FINAL RESULTS OF AN EORTC-STBSG COLLABORATIVE STUDY
Piotr Rutkowski, Alessandro Gronchi et al.  

Poster UU
Uno studio retrospettivo è stato condotto dal Dr. Piotr Rutkowski (Varsavia) et al. su 370 casi di pazienti con GIST inoperabili/ metastatici/ recidivati, trattati con Imatinib nel periodo 2001-2009, per identificare i fattori legati a una maggiore efficacia della terapia.. In base ai risultati, gli studiosi concludono che una maggiore efficacia di imatinib è correlata all’avere un tumore di più piccole dimensioni all’inizio del trattamento, buoni valori ematici e intervento chirurgico per la rimozione della malattia residua .
HOW DID THE RESULTS OF ADVANCED GIST TREATMENT IMPROVE OVER 10 YEARS: ANALYSIS OF INOPERABLE/METASTATIC/RECURRENT GIST TREATED WITH IMATINIB IN 2001-2009. WHO ARE LONG TERM SURVIVORS? 
 

8. RAI 3: servizio sui GIST e tumori rari il 21 marzo 2013

Il servizio pubblico ha accolto la richiesta della nostra associazione di dare visibilità al tema dei GIST e dei tumori rari e trasmetterà un programma televisivo dal titolo “Tumori rari, un problema frequente”.
Il programma andrà in onda su RAI 3, il giorno 21 marzo alle ore 10:00.  

In seguito, il video resterà visibile nel sito di Rai Parlamento, nell'Archivio Puntate:

Il video è stato girato presso la sede della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano. Hanno collaborato al servizio il Dr. Paolo G. Casali, Responsabile Oncologia Medica Tumori Mesenchimali Adulto e della Rete Nazionale Tumori Rari, il Dr. Filippo De Braud, Direttore Dipartimento Oncologia Medica, Primario Divisione Oncologia Medica 1 e alcuni pazienti affetti da GIST che hanno voluto condividere la loro esperienza di malattia.
Ringraziamo cordialmente i medici e i pazienti per la disponibilità e il contributo che hanno dato all’informazione sui GIST e alla visibilità della nostra associazione, affinchè altri pazienti nel paese possano conoscerci e avvicinarsi al nostro gruppo.
 

9. Benvenuto e Grazie ai nuovi volontari

Diamo un caloroso benvenuto a sette nuovi volontari che si sono uniti al gruppo delle persone che già donano il loro tempo ed il loro impegno all’Associazione.
Laura, Dino, Caterina, Anna, Maria Elena, Paola, Mimma ci consentiranno di offrire nuovi servizi di ascolto, di accoglienza e supporto ai pazienti affetti da GIST ed ai loro familiari. Tra di loro, due volontari hanno dato vita al nuovo Servizio Telefonico di cui diamo notizia in prima pagina nel sito e cinque volontarie svolgono attività di accoglienza e di supporto ai pazienti con GIST e loro familiari nel reparto di oncologia medica presso l’Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Papardo-Piemonte di Messina. Ricordiamo l’apporto che da tempo riceviamo da Silvano e Salvo, i nostri due webmasters che si dedicano alla funzionalità del sito, nostro mezzo principale di comunicazione. Senza il contributo generoso dei volontari, le associazioni di pazienti non potrebbero sostenere la mole di lavoro che una Onlus comporta e per il Consiglio Direttivo della nostra associazione (composto da cinque volontari) non sarebbe possibile avviare e portare a compimento le numerose e impegnative attività che svolge nell’interesse dei pazienti con GIST e per il raggiungimento degli scopi statutari.


10. Prossimi eventi 
  • 13 aprile 2013 :Convegno nazionale A.I.G. Associazione Italiana GIST Onlus, Bologn
  • 22-23 aprile 2013: XVII Riunione annuale dell’Italian Sarcoma Group, Humanitas Cancer Center Rozzano, Milano 
  • 17 maggio 2013: Accademia di Medicina a Milano, evento ECM per medici sui GIST. Invitata la presidente della nostra associazione come relatrice. 
  • ASCO - Annual Meeting, Chicago 31 maggio- 4 giugno 2013
  • GIST NEW HORIZONS, incontro annuale associazioni GIST nel mondo: 5-7 giugno 2013 a Miami, Usa.
  • 13-14 giugno 2013: Convegno “I tumori rari: aspetti patogenetici, nuovi farmaci e prospettive future” Bari, Villa Romanazzi Carducci. La presidente della nostra associazione tra i relatori nella sezione riservata ai GIST. 
  • 22 giugno a Palermo: Incontro medico dedicato ai pazienti con GIST
  • Si svolgerà dal 26 al 28 giugno 2013 all’ NIH ( National Institutes of Health) di Bethesda Washinghton (USA) il “Pediatric and wildtype GIST Clinic”.  L’NIH ha una clinica specifica per lo studio e la cura dei pazienti con GIST pediatrico e wildtype.