Traduzione
e sintesi italiana a cura di A.I.G.
“Comprendere come i GIST si
sviluppano consente la scoperta di nuove terapie”.
Dr. Sebastian Bauer, West German
Cancer Center, University of Essen, Garmany
Dr. Jonathan Fletcher, Brigam
& Women's Hospital, Harvard University, LRG Research Team.

La gran parte di noi ha alcuni 'nei'
sparsi nella cute del proprio corpo. La maggior parte di questi “nei“
sono simili a neoplasie benigne, molto comuni nella popolazione, ma sappiamo
tutti che, raramente, questi si trasformano in tumori maligni della pelle. Ciò
che pochi sanno è che i GIST si potrebbero descrivere come 'nei ' dello
stomaco. Una persona su tre ha un minuscolo GIST nello stomaco. Conosciamo
questo dato grazie al lavoro diligente dei dottori Kaori Kawanowa, Shinji Sak e
colleghi, i quali, in diversi centri medici giapponesi, hanno studiato
attentamente 100 stomaci, che erano stati rimossi chirurgicamente da pazienti con tumori gastrici (non GIST). La lunghezza
media di uno stomaco adulto è di 25 cm e questi dottori hanno sezionato gli
stomaci a intervalli di 5 mm, il che ha permesso loro di esaminare al
microscopio una quantità pari a centinaia o anche a migliaia di fette di stomaco
da ciascun paziente. Con grande sorpresa di molti, il Dr. Kawanowa ha
identificato 50 piccolissimi GIST in 35 degli stomaci esaminati.
Tuttavia, nessuno di questi
minuscoli GIST sarebbe da considerarsi clinicamente rilevante o pericoloso (1).
Ciò che colpisce per i pazienti affetti da GIST è che questi piccoli GIST
innocui presentano le medesime mutazioni dei geni KIT o PDGFRA (cioè le
mutazioni che costituiscono i principali meccanismi oncogeni nei GIST) che si
riscontrano nella malattia quando viene diagnosticata (2).
Fortunatamente la mutazione di
un singolo gene nei geni KIT e PDGFRA, da sola, non trasforma una cellula
gastrointestinale normale in un tumore GIST, altrimenti avremmo due miliardi di
pazienti con GIST in tutto il mondo. Infatti, vi è una forte evidenza
scientifica, in base all’epidemiologia e agli studi di laboratorio, che sono
necessarie mutazioni multiple, che coinvolgano geni importanti nello sviluppo
cellulare, per produrre la maggior parte dei tumori.
Questi concetti sono stati
diffusi per la prima volta dal Dr. Carl Nording, finlandese, il quale pur
essendo architetto e storico ha speso molto del suo tempo su problemi che erano
al di fuori del suo campo professionale. Nel 1953 egli ha pubblicato una teoria
“multi - mutazione” con l'obiettivo di spiegare perché i tumori
diventano sempre più comuni con l’avanzare dell'età delle persone (3). Ha
ipotizzato che l'aumento del cancro con l'invecchiamento potrebbe essere
spiegato col fatto che la maggior parte
dei tumori richiede sei mutazioni sequenziali e che, quindi, un tempo
considerevole è necessario perché queste mutazioni casuali si sviluppino in una
precisa lesione pre-tumorale. La sua teoria fu poi perfezionata dal Dr. Alfred
Knudson, il quale riteneva che la maggior parte dei tumori richiedessero almeno
due mutazioni genetiche cruciali (4).
[….] Simili osservazioni hanno
fatto Brian Rubin della Cleveland Clinic, membro del team di ricerca di Life
Raft Group e Peter Besmer del Memorial Sloan- Kettering Cancer Center,
scopritore del gene KIT, i quali in base ad esperimenti di laboratorio sui topi
(6), hanno confermato che l'ipotesi del dottor Knudson si applica al GIST.
Sappiamo che i pazienti con
GIST diffuso possono rispondere all'imatinib per diversi anni, ma questo
trattamento di solito non guarisce completamente la malattia.
L'importanza dei piccoli GIST, altrimenti
detti "microGIST", sta nel
fatto che essi ci danno un punto di partenza molto precoce nello sviluppo del
GIST, per individuare le varie mutazioni geniche, aggiuntive e decisive,
necessarie perché insorga un GIST clinicamente rilevante. Inoltre, poiché
sappiamo che in pratica tutti i microGIST perdurano come piccoli tumori
benigni, o vanno incontro ad autodistruzione (invece di progredire e
svilupparsi in tumori maligni), questi studi dovrebbero permettere di
identificare gli ostacoli biologici alla progressione maligna in pazienti con
GIST.
La comprensione di tali
ostacoli, potrebbe rivelare nuovi bersagli terapeutici nei GIST, tra i quali
proteine anormali che impediscono alle cellule GIST di morire, anche in
presenza di un’efficace inibizione di KIT /PDGFRA.
Che cosa si sa già delle mutazioni
genetiche aggiuntive- vale a dire, quelle ben oltre le mutazioni di KIT o PDGFRA - che sono
necessarie per produrre un tumore GIST? Un modo tradizionale per identificare
queste mutazioni è mediante cariotipizzazione[1]
fatta
su cellule GIST prelevate da biopsie chirurgiche che sono coltivate in
laboratorio e sulle quali i cromosomi sono identificati mediante colorazioni
speciali e osservati al microscopio. I cromosomi contengono il DNA delle
cellule, e la cariotipizzazione è lo stesso approccio con cui si valutano i
cromosomi di cellule fetali quando si fa l’amniocentesi, per vedere se ci sono
anormalità associate a malattie e per determinare il sesso del feto. Una
cellula normale ha 46 cromosomi, ma i cariotipi (cioè il "corredo cromosomico" caratteristiĀco di una
determinata specie.) in molti GIST mostrano perdite di diversi cromosomi e
spesso di particolari parti di un cromosoma. Queste anomalie cromosomiche,
molto ricorrenti, identificano le posizioni dei geni che controllano la
crescita e altre importanti proprietà delle cellule GIST: geni che normalmente
mantengono sotto controllo le cellule precursori dei GIST. Quando i geni che
controllano il GIST sono perduti per delezione[2]
del cromosoma o mutazione, questo fa perdere il controllo alle cellule GIST
innocue, permettendo loro di crescere e di comportarsi in modo più aggressivo.
La cariotipizzazione del GIST e altri studi
sui cromosomi o sul DNA, fino ad oggi, hanno localizzato nel genoma umano
regioni che contengono più di cinque geni fondamentali che causano il GIST e
molti di questi geni sono stati identificati. L'identificazione di altri geni
coinvolti nei GIST costituisce un’importante priorità di ricerca, poiché queste
scoperte, probabilmente, porteranno a progressi nelle terapie per curare i
GIST.
Diversi ricercatori hanno
osservato che delezioni di parte del cromosoma 9 sono viste raramente nei GIST
a basso rischio, ma sono comuni nei GIST ad alto rischio di recidiva. Il gene bersaglio di queste
delezioni cromosomiche è CDKN2A (7, 8), la cui funzione è quella di inibire il ciclo cellulare nelle
cellule interstiziali di Cajal (quelle cellule da cui derivano GIST) e in altre cellule. CDKN2A regola
la replicazione cellulare. I pazienti affetti
da GIST, che hanno perso CDKN2A, hanno un rischio di gran lunga maggiore di sviluppare
progressione di malattia rispetto a
quelli che non l’hanno perso.
Nell’ambito del
progetto di ricerca del Life Raft Group una serie di GIST sono stati analizzati
non solo guardando i cromosomi, ma anche attraverso il sequenziamento di ogni
gene (genoma intero e sequenziamento dell’ esoma intero)[3]. Un'osservazione importante che deriva da
questi studi è che i GIST più aggressivi presentano mutazioni genetiche con coinvolgimento
di CDKN2A e di altri geni correlati, che portano a una disregolazione[4] del ciclo cellulare. Questi studi
indicano che quasi tutti i GIST richiedono una o più mutazioni che aumentino
l'attività del ciclo cellulare, per passare da un GIST a basso rischio a uno ad
alto rischio di recidiva. Per confermare queste scoperte sono in corso studi su
un gruppo più ampio di campioni di GIST, utilizzando ricerche all’avanguardia.
In particolare, le mutazioni che interessano i geni correlati al ciclo
cellulare non sembrano rendere le cellule GIST meno sensibili agli inibitori di
KIT / PDGFRA come imatinib. Ciononostante, queste scoperte potrebbero essere
rilevanti in ambito clinico, giacché vari inibitori terapeutici del ciclo
cellulare, compresi inibitori di CDK4/6, potrebbero ripristinare il controllo
del ciclo cellulare nei GIST con delezioni di CDKN2A, o con altri difetti del
ciclo cellulare.
Alcuni dei difetti
del ciclo cellulare dei GIST sono effetto della soppressione di una proteina,
che è considerata il principale regolatore e controllore del ciclo cellulare,
la proteina p53 che molto spesso determina se un danno genetico alla cellula
può essere riparato o se la cellula deve andare incontro ad apoptosi, cioè a
morte cellulare programmata.
Trattando le cellule
GIST con imatinib e poi aggiungendo farmaci che "svegliano",
per così dire, il principale regolatore del ciclo cellulare, p53
aumenta notevolmente il numero di cellule
apoptotiche (9). Tuttavia
modificare p53 nei pazienti potrebbe
essere pericoloso, perché modificare p53 può anche avere
effetti sulle cellule normali. Studi clinici in corso
stanno indagando con molta cautela se questi trattamenti possono
essere fatti sui pazienti con sicurezza.
Ci
auguriamo che nei prossimi anni si possa
fare più luce sulle differenze
genetiche e biologiche tra i "microGIST” e i GIST e così ci possiamo avvicinare all’obiettivo finale che è quello di curare
con successo questo tumore.
[1] nr, la cariotipizzazione è un test per esaminare i cromosomi in un campione di cellule e può aiutare ad identificare problemi genetici come causa di malattie; il test consiste nel contare il numero dei cromosomi e osservare i cambiamenti strutturali nei cromosomi. Può essere fatto su quasi tutti i tessuti, compreso il liquido amniotico come si fa per l’amniocentesi
[2] nr aberrazione o mutazione cromosomica, che consiste nell’assenza di un tratto di un cromosoma con conseguente perdita di materiale genetico
[3] nr esoma è la porzione del genoma che contiene le istruzioni per fabbricare una determinata proteina
[4] deterioramento del meccanismo fisiologico di regolazione
Bibliografia
1. Kawanowa K, Sakuma Y,
Sakurai S, et al.: High incidence of microscopic gastrointestinal stromal tumors in the stomach. Hum Pathol 37:1527-1535, 2006
2. Corless CL, McGreevey L,
Haley A, et al.: KIT mutations are common in incidental gastrointestinal stromal tumors one centimeter or less in size. Am J Pathol 160:1567-1572, 2002
3. NORDLING CO: A new theory on
cancer-inducing mechanism. Br J Cancer 7:68-72, 1953 4. Knudson AG, Jr.: Mutation and
cancer: statistical study of retinoblastoma. Proc Natl Acad Sci U S A
68:820-823, 1971
5. Rubin BP, Antonescu CR,
Scott-Browne JP, et al.: A knock-in mouse model of gastrointestinal stromal
tumor harboring kit K641E. Cancer Res 65:6631-6639, 2005
6. Sommer G, Agosti V, Ehlers I,
et al.: Gastrointestinal stromal tumors in a mouse model by targeted mutation
of the Kit receptor tyrosine kinase. Proc Natl Acad Sci U S A 100:6706-6711, 2003
7. Schneider-Stock R, Boltze C,
Lasota J, et al.: High prognostic value of p16INK4 alterations in gastrointestinal stromal tumors. J Clin Oncol 21:1688-1697, 2003
8. Lagarde P, Perot G, Kauffmann
A, et al.: Mitotic checkpoints and chromosome instability are strong predictors
of clinical outcome in gastrointestinal stromal tumors. Clin Cancer Res 8:826-838, 2012
9. Henze J, Muhlenberg T, Simon
S, et al.: p53 modulation as a therapeutic strategy in gastrointestinal stromal
tumors. PLoS One 7:e37776, 2012
3 . Malattie rare e Tumori Rari: l’impegno di A.I.G Associazione Italiana GIST Onlus
I tumori rari sono delle malattie rare
e dovrebbero essere considerate con gli stessi criteri utilizzati per le
malattie rare. Secondo la legislazione vigente in Italia però, i tumori rari
non godono delle stesse tutele previste per le malattie rare. Nello specifico, alcuni benefici e tutele
previsti dall’ordinamento giuridico per le malattie rare, di cui al DM n.
279 del 18 maggio 2001, che oggi
sono precluse ai Tumori Rari:
1) registri
regionali, sovraregionali o nazionali sulla patologia;
2) rete dei
Centri/Presidi accreditati per la diagnosi e cura delle malattie rare
e riconoscimento
di Centri Regionali e Interregionali di riferimento;
3) Percorsi Diagnostici,
Terapeutici e Assistenziali (PDTA)
4) Finanziamento
indipendente
sulla ricerca dei farmaci orfani e malattie rare
Dal 2009 la nostra associazione
persegue lo scopo di ottenere l’inclusione dei tumori rari nell’elenco delle malattie
rare coperte dal DM 279/2001, che allineerebbe l’Italia a quanto accade in tutti i
Paesi europei; altresì un sostanziale miglioramento normativo sull’uso
“off-label” e sull’uso “compassionevole” dei farmaci orfani, nel contesto
normativo nazionale e regionale, sono stati temi prioritari sui quali abbiamo
svolto opera di sensibilizzazione.
Da ciò si è costituito nel settembre
2011 il Gruppo di Lavoro sui Tumori Rari,
formato da quattro istituti clinici e quattro associazioni di pazienti:
- Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori,
Milano
- Istituto Clinico Humanitas IRCCS, Rozzano MI
- Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro,
Genova
- Fond GIMENA Onlus Gruppo Italiano Malattie
Ematologiche dell’Adulto, Roma
- A.I.G. Associazione Italiana GIST Onlus
- Associazione Paola per i Tumori
Muscolo-scheletrici Onlus
- Uniamo FIMR Onlus
- FAVO Federazione Italiana delle Ass. di
Volontariato in Oncologia
Il Gruppo si è riunito piu’ volte e ha presentato proposte di modifiche
normative l’8 novembre 2012 al Senato, con audizione in XII
Commissione Igiene e Sanità.
In
sintesi, le richieste presentate:
1) Inserimento dei tumori rari nell’elenco
delle malattie rare, mantenendo inalterati i criteri
gestionali ed organizzativi che regolano la Rete Nazionale Tumori Rari, una
realtà funzionante dal 1997;
2) Uso off label dei farmaci oncologici nei
tumori rari: necessità di migliorare l’uso off label
dei farmaci (cioè farmaci registrati in Italia per altre indicazioni)
nell’ambito dei tumori rari. Con riferimento alla normativa:
- eliminare il criterio della
prescrivibilità solo in presenza di dati derivanti almeno da studi di fase 2, quale introdotto dalla Legge Finanziaria 2007 e Provvedimento Commissione Unica
del Farmaco 20 luglio 2000, art. 1;
- prevedere la possibilità del rimborso del farmaco da parte del Servizio Sanitario Nazionale;
-
prevedere l’inserimento anche dei farmaci orfani per indicazioni “rare” negli Elenchi di AIFA ai sensi della Legge 648/96.
3)
Uso compassionevole dei farmaci oncologici nei tumori rari: necessità di misure volte a facilitare l’uso
compassionevole dei farmaci (cioè al di fuori di studi clinici) nell’ambito dei
tumori rari. A tal proposito:
- eliminare il criterio
dell’esistenza almeno di studi già conclusi di fase 2;
- rivedere il requisito
dell’esistenza di un piano di sviluppo del farmaco nell’indicazione in oggetto.
Nonostante la sfavorevole situazione
del quadro politico e il probabile cambio degli interlocutori sin qui
sensibilizzati, nutriamo concrete speranze che le nostre richieste trovino
accoglimento, in tutto o in parte. Continueremo a tenere alta l’attenzione su
questi temi fino alla loro soluzione. Incoraggiamo tutti i pazienti e familiari
ad appoggiare il nostro operato attraverso l’iscrizione alla nostra
associazione in qualità di soci:
un’associazione con molti iscritti ha più peso, è più ascoltata
e può fare di più !
4. Regorafenib
approvato per i GIST da FDA

Siamo lieti di comunicare che Regorafenib (nome commerciale Stivarga) della Bayer Pharmaceutical è stato approvato dall’FDA (Organo Regolatorio in USA) come farmaco di terza linea per i GIST che non possono essere rimossi chirurgicamente e non rispondono al trattamento con imatinib e sunitinib.
Stivarga (regorafenib) è stato valutato dall’FDA con la procedura di priorità, che permette una revisione accelerata, in sei mesi, per quei farmaci che possono fornire una terapia sicura ed efficace, quando non esiste terapia alternativa soddisfacente, o che possono offrire un miglioramento significativo rispetto ad altri farmaci in commercio. Il farmaco è stato designato come farmaco orfano, perché è destinato a curare una malattia rara come il GIST. (Segue… )
5.
Conclusi gli incontri locali del 2012 tra medici e pazienti nell’ambito del
progetto “Uniti contro i GIST”
Si sono conclusi a Napoli
il 26 gennaio 2013 gli incontri medici dedicati ai pazienti e ai loro
familiari programmati nell’anno sociale 2012. Gli incontri ci hanno visti a Bari il 6 ottobre 2012, e a seguire, ad
Ancona 13 ottobre, a Noventa di Piave 20 ottobre, a Torino 10 novembre, a Roma 1 dicembre. Sono stati momenti
importanti sia per i pazienti che per i
medici.

Gli incontri locali costituiscono un’opportunità offerta
ai pazienti su tutto il territorio nazionale per conoscere meglio la malattia,
per essere aggiornati sulle novità terapeutiche e sulle possibilità di cura.
I pazienti possono discutere con medici esperti dei tanti
problemi legati alla malattia, problemi che, a volte, è difficile affrontare
durante il colloquio che si ha col medico in ambulatorio.
Gli incontri sono importanti anche per i medici, che
percepiscono quali sono le necessità dei pazienti, lo loro preoccupazioni, i
loro bisogni di conoscenza e da tutto ciò scaturisce quell’alleanza terapeutica
tra medico e paziente che è la via per ottenere un miglior percorso del
paziente affetto da Tumore Raro.
Abbiamo riscontri del successo di tali incontri dalle
tante testimonianze raccolte dopo gli incontri, non solo dai pazienti, ma anche
dai medici. La soddisfazione dei pazienti è tanta, e questo è comprensibile, ma
anche il medico vive un’esperienza diversa come ci ha testimoniato un medico anatomo-patologo:
“Per me è stato un incontro umanamente
molto intenso, in considerazione del fatto che l'incontro personale con i
pazienti per noi patologi è tutt'altro che costante. Il fatto di non collegare
ad un mero dato cartaceo gli occhi di una persona, ci può far dimenticare
quello per cui primariamente abbiamo scelto volontariamente questo mestiere. E
dopo tanti anni di relazioni a convegni prettamente scientifici, è stato più
emozionante e complesso ….’.
A.I.G. ringrazia Novartis per il supporto a questi
incontri, nell’ambito del progetto “Uniti contro i GIST”, che dall’anno
2010 ha reso possibile la realizzazione
di cinque- sei eventi per anno.
6.
Assegnato il premio GIST 2012 al Dr Daniel Perez e al Dr Michael Montemurro

L’associazione per il sostegno
delle persone affette da Tumori Stromali gastrointestinali, Gruppo GIST
Svizzero, ha assegnato per la terza volta il premio per la ricerca scientifica
sui GIST. Il premio 2012 di 10.000 franchi è stato assegnato ex equo al Dr.
Daniel Perez per il suo studio “Blood Neutrophil-to-Lymphocyte
Ratio is Prognostic in Gastrointestinal Stromal Tumor“ (“Il rapporto ematico tra neutrofili e
linfociti come valore prognostico nei Gist”) pubblicato in Annali di
Oncologia Chirurgica, e al Dr. Michael Montemurro per il suo studio “Sorafenib as third or fourth-line treatment of advanced gastrointestinal
stromal tumour and pretreatment including both imatinib and sunitinib, and
nilotinib. A retrospective analysis” (“Sorafenib come trattamento di terza e
quarta linea nei Gist avanzati e pre-trattamenti con imatinib, sunitinib e nilotinib.
Analisi retrospettiva”) , pubblicato sulla rivista European
Journal of Cancer. La cerimonia di premiazione si è svolta il 22 novembre a
Basilea alla riunione semestrale del Gruppo Svizzero per la Ricerca Clinica sul
Cancro (SAKK- Swiss Group for Clinical
Cancer Research). La giuria presieduta dal Prof. Urs Metzger, Presidente del
Comitato Premi del Gruppo GIST, ha assegnato il premio all’unanimità.
Lo studio del Dr. Perez è stato concepito per
stabilire se il rapporto tra granulociti neutrofili e linfociti nel sangue (NLR) è prognostico per i GIST. Si tratta di un metodo facilmente disponibile per misurare
il grado di attività immunologica
nel sangue.
A tal fine, un'analisi prospettica è stata condotta
sui valori ematici di 339 pazienti con GIST primario localizzato, trattati presso il Memorial
Sloan Kettering Cancer
Center di New York dal 1995 al 2010.
I pazienti sottoposti a terapia adiuvante con imatinib (n
= 64) sono stati esclusi dallo studio.
Il rapporto neutrofili - linfociti (NLR)
è stato correlato con il decorso clinico. Il periodo libero da recidiva era
significativamente più lungo nei pazienti GIST con basso NLR. Una correlazione
è stata osservata tra NLR e il numero di mitosi e
tra NLR e le dimensioni del tumore. Solo un
piccolo numero di granulociti neutrofili è stato individuato nel tessuto tumorale.
In
sintesi, si può dire che pazienti con GIST ad alto rischio
di recidiva hanno un NLR elevato. I valori
elevati di NLR sono
un parametro di valutazione dell’infiammazione sistemica
indotta da tumore.
Dr. Montemurro e colleghi hanno condotto un'analisi
retrospettiva dell'efficacia di sorafenib nel
trattamento di pazienti con un GIST trattato in precedenza, sulla base dei dati provenienti
da 13 centri oncologici. Tutti i 124
pazienti di questa grande serie
di pazienti di tutto il mondo erano stati precedentemente trattati con imatinib e sunitinib, e 68
pazienti anche con nilotinib.
I trattamenti precedenti erano terminati nella maggior parte dei
casi per la progressione del tumore e
vi era, quindi, per questi pazienti bisogno urgente di un nuovo trattamento.
Sorafenib è stato somministrato alla dose di 400 mg due volte al giorno. Questo dosaggio ha portato lievi effetti
collaterali, nella maggior parte dei
casi. Gli effetti collaterali frequenti
sono stati reazioni cutanee (38%),
stanchezza e diarrea.
Una
risposta a sorafenib è stata osservata nel 10% dei pazienti
e una stabilità della malattia nel 57%. […..] i dati di efficacia per il sorafenib erano
identici sia nella terza che nella quarta linea
di terapia. Un’osservazione interessante
è stata la tendenza a un periodo
più lungo libero da progressione nei pazienti in cui
è stata ridotta la
dose di sorafenib o in quelli nei
quali si è verificata una reazione cutanea.
Sorafenib appare molto
efficace nel trattamento di pazienti
con GIST precedentemente trattati.
Oltre all’indiscutibile qualità dei lavori presentati, la
giuria è stata favorevolmente colpita
dall'impegno del dottor Montemurro nello studio di questa malattia
rara. Negli ultimi 5 anni egli ha tenuto più
di 40 conferenze sul tema del
GIST e pubblicato nove studi riportati su Medline, come autore o co-autore, cinque dei quali sono studi originali.
In qualità di organizzazione non-profit, il SAKK svolge anche
studi nel campo di tali tumori rari.
Il Gruppo GIST Svizzero è un'organizzazione per il sostegno delle persone affette da
tumori stromali gastrointestinali (GIST). Il Gruppo GIST Svizzero assegna un premio
annuale alle organizzazioni o agli individui che dimostrano il loro impegno. Il premio è assegnato per seminari,
pubblicazioni, presentazioni a congressi e progetti scientifici o
socialmente rilevanti. Il premio di
10.000 franchi svizzeri è donato dalla fondazione
del Dr. Ulrich Schnorf,
il fondatore del gruppo GIST.
SAKK
Il Gruppo Svizzero per la Ricerca Clinica sul
Cancro (SAKK) è un’organizzazione non-profit che ha compiuto studi clinici sul
cancro come gruppo cooperativo sin dal 1965. L'obiettivo di SAKK è quello di
sviluppare ulteriormente i trattamenti esistenti e di valutare l'efficacia e la
tollerabilità di nuovi trattamenti.
Dr. Daniel
Perez, Memorial Sloan Kettering Cancer Center, New York, USA
Dr. Michael Montemurro, CHUV
Lausanne/University Hospital Zurich.
Pubblicato per gentile concessione di Helga Meier Schnorf in rappresentanza del Gruppo GIST Svizzero
7. Notizie
dai congressi medici sui GIST

Si è svolto a Praga, dal 14 al 17
novembre 2012, il 17° Annual meeting del CTOS (Connettive Tissue Oncology
Society), la società che riunisce medici e scienziati che si occupano dei
tumori dei tessuti connettivi per migliorare le cure, aumentare la conoscenza
di tutti gli aspetti della biologia dei tumori dei tessuti connettivi e la
ricerca clinica. Diversi lavori e poster sono stati presentati nella sessione 9
del 17 Novembre, dedicata ai GIST.
Le sintesi dei lavori originali sono al
sito
Di seguito un
sommario di alcuni dei lavori presentati:
(traduzione
a cura di A.I.G.)
Documento#45
Dr. Mikael Eriksson,
Dr. Peter Reichardt
et al. hanno condotto un’analisi retrospettiva su 393 casi di GIST dello studio
clinico SSG XVIII/AIO ed hanno valutato gli esiti dei pazienti che avevano
avuto biopsia preoperatoria trans-addominale per la diagnosi di GIST,
confrontandoli con quelli che non avevano avuto biopsia, per vedere se la
biopsia può causare disseminazione delle cellule e recidiva. I
risultati indicano che la biopsia preoperatoria
trans-addominale non aumenta il rischio di ripresa della malattia, anche se gli autori suggeriscono che
questi risultati devono essere valutati con cautela a causa della natura retrospettiva dello studio e del numero relativamente basso di casi studiati.
“NEEDLE
BIOPSY THROUGH THE ABDOMINAL WALL FOR THE DIAGNOSIS OF GIST - DOES IT POSE ANY
RISK FOR TUMOR CELL SEEDING AND RECURRENCE?”
Dr. Mikael Eriksson et al.
Documento
#46
Il Gist può
essere trattato efficacemente con imatinib, ma la remissione completa è rara e sovente
i pazienti sviluppano resistenza alla terapia; per questo c’è necessità urgente
di nuove opzioni di trattamento. I ricercatori Sergei Boichuk; Anette Duensing et al. hanno rivalutato alcuni chemioterapici (89 farmaci
approvati dall’FDA) per verificare l’efficacia nei GIST. I risultati hanno
indicato un inaspettato alto livello di sensibilità dei GIST ad alcuni
chemioterapici, come mitramicina A (MMA) e Mitoxantrone II (MXN),
rispettivamente inibitori della trascrizione (MMA) e della topoisomerasi (MXN).
Questa classe di farmaci, secondo i ricercatori, dovrebbe essere presa in
considerazione come possibile trattamento opzionale per i pazienti con GIST e
per l’avvio di sperimentazioni cliniche.
A MEDIUM-THROUGHPUT COMPOUND SCREEN IDENTIFIES NOVEL TREATMENT OPTIONS
FOR GASTROINTESTINAL STROMAL TUMORS (GIST)
Sergei Boichuk; Anette Duensing et al .
Documento# 48
Risultati
aggiornati dello studio GRID - studio internazionale di fase III, randomizzato, in doppio
cieco, controllato con placebo di regorafenib in pazienti con GIST metastatici
e/o inoperabili in progressione, nonostante precedente trattamento con imatinib
(IM) e sunitinib (SU). Il Regorafenib ha migliorato in modo
significativo il periodo libero da progressione, cosi come il tasso di
controllo della malattia (DCR) (in termini di stabilità di malattia SD e
risposta completa /risposta parziale CR/ PR) in pazienti che avevano fallito precedente
terapia con IM e SU. Regorafenib è stato ben tollerato con effetti collaterali
attesi e gestibili con modifiche della dose. Il crossover ha permesso ai
pazienti nel braccio di controllo con placebo di accedere a regorafenib
(OL-REG).
UPDATED
RESULTS FROM THE GRID TRIAL - AN INTERNATIONAL PHASE 3, RANDOMIZED,
DOUBLE-BLIND, PLACEBO-CONTROLLED TRIAL OF REGORAFENIB IN PATIENTS (PTS) WITH
METASTATIC AND/OR UNRESECTABLE GASTROINTESTINAL STROMAL TUMOR (GIST)
PROGRESSING DESPITE PRIOR TREATMENT WITH AT LEAST IMATINIB (IM) AND SUNITINIB
(SU)
Peter Reichardt ;
Paolo Casali et al.
Documento
#49
Un lavoro del Dr Peter Hohenberger et al. indica la possibilità di un
nuovo trattamento con particelle radioattive 90Y SIRT in pazienti con metastasi
epatiche progressive di GIST. In pazienti che hanno una mutazione GIST
resistente ai noti inibitori della tirosina chinasi, quest’ opzione potrebbe
essere usata nelle linee di trattamento precoci.
SELECTIVE INTERNAL RADIATION THERAPY (SIRT)
WITH 90Y PARTICLES FOR LIVER METASTASES OF GASTRO-INTESTINAL STROMAL TUMORS (Peter Hohenberger et al).
Poster SS
Risultati finali dello studio collaborativo
EORTC-STBSG della terapia neoadiuvante con Imatinib (IM) in GIST localmente
avanzati. La terapia preoperatoria con imatinib nei GIST
localmente avanzati può facilitare la resezione chirurgica, ridurre la
diffusione del tumore e la morbilità della procedura. L’analisi,
che ha compreso il più grande gruppo di
pazienti con GIST di routine trattati
con imatinib neoadiuvante
indica eccellenti risultati a lungo
termine della terapia combinata
nei GIST localmente avanzati. NEOADJUVANT THERAPY WITH IMATINIB IN LOCALLY
ADVANCED GASTROINTESTINAL STROMAL TUMORS (GIST) - FINAL RESULTS OF AN
EORTC-STBSG COLLABORATIVE STUDY
Piotr Rutkowski, Alessandro Gronchi et al.
Poster UU
Uno
studio retrospettivo è stato condotto dal Dr. Piotr Rutkowski (Varsavia) et al.
su 370 casi di pazienti con GIST inoperabili/ metastatici/ recidivati, trattati
con Imatinib nel periodo 2001-2009, per identificare i fattori legati a una
maggiore efficacia della terapia..
In base ai risultati, gli studiosi
concludono che una maggiore efficacia di imatinib è correlata all’avere un
tumore di più piccole dimensioni all’inizio del trattamento, buoni valori
ematici e intervento chirurgico per la rimozione della malattia residua .
HOW DID THE
RESULTS OF ADVANCED GIST TREATMENT IMPROVE OVER 10 YEARS: ANALYSIS OF
INOPERABLE/METASTATIC/RECURRENT GIST TREATED WITH IMATINIB IN 2001-2009. WHO ARE LONG TERM SURVIVORS?
8. RAI 3: servizio sui GIST e
tumori rari il 21 marzo 2013
Il servizio pubblico ha accolto la richiesta della nostra
associazione di dare visibilità al tema dei GIST e dei tumori rari e
trasmetterà un programma televisivo dal titolo
“Tumori rari, un problema frequente”.
Il programma andrà in onda su RAI 3, il giorno 21 marzo alle
ore 10:00.
In seguito, il video resterà visibile nel sito di
Rai Parlamento, nell'Archivio Puntate:
Il video è stato girato presso la sede della Fondazione IRCCS
Istituto Nazionale Tumori di Milano. Hanno collaborato al servizio il
Dr. Paolo G. Casali, Responsabile
Oncologia Medica Tumori Mesenchimali Adulto e della Rete Nazionale Tumori Rari,
il
Dr. Filippo De Braud, Direttore Dipartimento Oncologia Medica, Primario Divisione Oncologia Medica 1 e
alcuni
pazienti affetti da GIST che hanno voluto condividere la loro esperienza di
malattia.
Ringraziamo cordialmente i medici e i pazienti per la
disponibilità e il contributo che hanno dato all’informazione sui GIST e alla
visibilità della nostra associazione, affinchè altri pazienti nel paese possano
conoscerci e avvicinarsi al nostro gruppo.
9.
Benvenuto e Grazie ai nuovi volontari
Diamo un caloroso benvenuto a sette
nuovi volontari che si sono uniti al gruppo delle persone che già donano il
loro tempo ed il loro impegno all’Associazione.
Laura, Dino, Caterina, Anna, Maria Elena, Paola, Mimma ci consentiranno di offrire
nuovi servizi di ascolto, di accoglienza e supporto ai pazienti affetti da GIST
ed ai loro familiari. Tra di loro, due volontari hanno dato vita al nuovo
Servizio Telefonico di cui diamo notizia in prima pagina nel sito e cinque
volontarie svolgono attività di accoglienza e di supporto ai pazienti con GIST
e loro familiari nel reparto di oncologia medica presso l’Azienda Ospedaliera Ospedali
Riuniti Papardo-Piemonte di Messina. Ricordiamo l’apporto che da tempo
riceviamo da
Silvano e
Salvo, i nostri due webmasters che si
dedicano alla funzionalità del sito, nostro mezzo principale di comunicazione. Senza
il contributo generoso dei volontari, le associazioni di pazienti non
potrebbero sostenere la mole di lavoro che una Onlus comporta e per il
Consiglio Direttivo della nostra associazione (composto da cinque volontari) non sarebbe possibile avviare
e portare a compimento le numerose e impegnative attività che svolge
nell’interesse dei pazienti con GIST e per il raggiungimento degli scopi
statutari.
10.
Prossimi eventi
- 13 aprile 2013 :Convegno nazionale A.I.G. Associazione Italiana
GIST Onlus, Bologn
- 22-23 aprile 2013: XVII Riunione annuale dell’Italian Sarcoma
Group, Humanitas Cancer Center Rozzano, Milano
- 17 maggio 2013: Accademia di Medicina a Milano, evento ECM per
medici sui GIST. Invitata la presidente della
nostra associazione come relatrice.
- ASCO - Annual Meeting, Chicago 31 maggio- 4 giugno 2013
- GIST NEW HORIZONS, incontro annuale associazioni GIST nel mondo:
5-7 giugno 2013 a Miami, Usa.
- 13-14 giugno 2013: Convegno
“I tumori rari: aspetti patogenetici, nuovi farmaci e prospettive future” Bari,
Villa Romanazzi Carducci. La presidente della
nostra associazione tra i relatori nella sezione riservata ai GIST.
- 22 giugno a Palermo: Incontro medico
dedicato ai pazienti con GIST
- Si svolgerà dal 26 al 28 giugno 2013 all’ NIH ( National Institutes
of Health) di Bethesda Washinghton (USA) il “Pediatric and wildtype GIST
Clinic”. L’NIH ha una clinica specifica
per lo studio e la cura dei pazienti con GIST pediatrico e wildtype.