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Medici e pazienti

“Il rapporto medico-paziente è una stretta di mano, si basa soprattutto sulla fiducia. La medicina è conoscenza e sapere, ma è anche un’arte. Cioè perspicacia e intuito, capacità di creare un dialogo con il paziente.”

(Dott. Gianni Bonadonna, dal libro “Coraggio, ricominciamo”)




RAPPORTO MEDICO-PAZIENTE: "LA CARTA DI FIRENZE"

Questo interessante documento è stato presentato ufficialmente a Palazzo Vecchio a Firenze il 14 aprile 2005 e da questo evento ha preso il nome. E’ composto da 15 articoli che vi invitiamo a leggere.

La Carta di Firenze non ha valore legale e non e' vincolante per i medici. Si tratta piuttosto di un autorevole manifesto elaborato da un gruppo di lavoro con lo scopo di migliorare il rapporto fra medici e pazienti.



Ecco alcuni commenti:



Corriere della Sera:

Una medicina dalla parte dei pazienti è prima di tutto rispetto, ascolto, attenzione, capacità di costruire un rapporto alla pari e non di sudditanza, umiltà di spiegare e non di imporre, sensibilità per chi, da malato, vive un disagio psicologico particolare e soppesa ogni parola del medico per stabilire o meno la sua alleanza con lui. (…) Questo codice è diventato la Carta di Firenze, una efficace sintesi di quello che dovrebbe essere il comportamento ideale di ogni medico con il proprio paziente.

(da Corriere Salute, 3 luglio 2005)


Questo interessante documento è stato presentato ufficialmente a Palazzo Vecchio a Firenze il 14 aprile 2005 e da questo evento ha preso il nome. E’ composto da 15 articoli che vi invitiamo a leggere.La non ha valore legale e non e' vincolante per i medici. Si tratta piuttosto di un autorevole manifesto elaborato da un gruppo di lavoro con lo scopo di migliorare il rapporto fra medici e pazienti. Ecco alcuni commenti: Una medicina dalla parte dei pazienti è prima di tutto rispetto, ascolto, attenzione, capacità di costruire un rapporto alla pari e non di sudditanza, umiltà di spiegare e non di imporre, sensibilità per chi, da malato, vive un disagio psicologico particolare e soppesa ogni parola del medico per stabilire o meno la sua alleanza con lui. (…) Questo codice è diventato la , una efficace sintesi di quello che dovrebbe essere il comportamento ideale di ogni medico con il proprio paziente. (da Corriere Salute, 3 luglio 2005)

Fondazione IRCCS Istituto Nationale del Tumori, Milano

La buona informazione e la corretta relazione medico-paziente. L'iniziativa è nata per mettere a punto le nuove basi su cui oggi si deve fondare una corretta relazione medico-paziente che renda possibile l'informazione e la comunicazione sul suo stato di salute: non una mera raccolta di firme per acquisire il consenso su un atto medico, ma un colloquio vero, atto a valutare le varie alternative terapeutiche, con l'illustrazione dei pro e dei contro e con lo scopo precipuo di capire i reali desideri del paziente.

http://www.istitutotumori.mi.it/INT/notiziedibattiti/ultimenotizie/cartadifirenze.asp?LinkAttivo=8&LAR=12







La Repubblica:

Il tempo dedicato all'informazione, alla comunicazione e alla relazione è tempo di cura". Forse sta tutto qui, in questo articolo 5, il senso della rivoluzione culturale rappresentata dalla "Carta di Firenze", un decalogo che getta le basi di una nuova relazione terapeutica. Cura intesa non solo come medicine, interventi, azioni mediche, ma anche, e prima di tutto, come ascolto, accoglienza, dialogo, trasparenza.

Ascoltare il paziente è curare.

(da La Repubblica Salute, 28 aprile 2005)

http://www.aimac.it/notizie/visualizza.php?id_articolo=6127

ADUC, Associazione per i diritti degli utenti e consumatori:

La Carta di Firenze, redatta da alcuni dei principali esperti del settore medico-sanitario e presentata il 14 aprile 2005, propone una serie di regole che devono stare alla base di un nuovo rapporto, non paternalistico, tra medico e paziente. Il paziente ha diritto alla piena e corretta informazione sulla diagnosi e sulle possibili terapie, ma ha anche diritto alla libertà di scelta terapeutica, scelta che deve essere vincolante per il medico.

(dal sito ADUC, 23 maggio 2006)

http://www.aduc.it/dyn/eutanasia/docu.php?id=145133



Testo della Carta di Firenze:

  • 1. La relazione fra l'operatore sanitario e il paziente deve essere tale da garantire l'autonomia delle scelte della persona.
  • 2. Il rapporto è paritetico; non deve, perciò, essere influenzato dalla disparità di conoscenze (comanda chi detiene il sapere medico, obbedisce chi ne è sprovvisto), ma improntato alla condivisione delle responsabilità e alla libertà di critica.
  • 3. L'alleanza diagnostico/terapeutica si fonda sul riconoscimento delle rispettive competenze e si basa sulla lealtà reciproca, su un'informazione onesta e sul rispetto dei valori della persona.
  • 4. La corretta informazione contribuisce a garantire la relazione, ad assicurarne la continuità ed è elemento indispensabile per l'autonomia delle scelte del paziente.
  • 5. Il tempo dedicato all'informazione, alla comunicazione e alla relazione è tempo di cura. Una corretta informazione esige un linguaggio chiaro e condiviso.
  • 6. Deve, inoltre, essere accessibile, comprensibile, attendibile, accurata, completa, basata sulle prove di efficacia, credibile ed utile (orientata alla decisione). Non deve essere discriminata in base all'età, al sesso, al gruppo etnico, alla religione, nel rispetto delle preferenze del paziente.
  • 7. La chiara comprensione dei benefici e dei rischi (effetti negativi) è essenziale per le scelte del paziente, sia per la prescrizione di farmaci o di altre terapie nella pratica clinica, sia per il suo ingresso in una sperimentazione.
  • 8. La dichiarazione su eventuali conflitti di interesse commerciali o organizzativi deve far parte dell'informazione.
  • 9. L'informazione sulle alternative terapeutiche, sulla disuguaglianza dell'offerta dei servizi e sulle migliori opportunità diagnostiche e terapeutiche è fondamentale e favorisce, nei limiti del possibile, l'esercizio della libera scelta del paziente.
  • 10. Il medico con umanità comunica la diagnosi e la prognosi in maniera completa, nel rispetto delle volontà, dei valori e delle preferenze del paziente.
  • 11. Ogni scelta diagnostica o terapeutica deve essere basata sul consenso consapevole. Solo per la persona incapace la scelta viene espressa anche da chi se ne prende cura.
  • 12. Il medico si impegna a rispettare la libera scelta dell'individuo anche quando questa sia in contrasto con la propria e anche quando ne derivi un obiettivo pregiudizio per la salute, o, perfino, per la vita del paziente. La continuità della relazione viene garantita anche in questa circostanza.
  • 13. Le direttive anticipate che l'individuo esprime sui trattamenti ai quali potrebbe essere sottoposto qualora non fosse più capace di scelte consapevoli, sono vincolanti per il medico.
  • 14. La comunicazione multi-disciplinare tra tutti i professionisti della Sanità è efficace quando fornisce un'informazione coerente ed univoca. I dati clinici e l'informazione relativa alla diagnosi, alla prognosi e alla fase della malattia del paziente devono circolare tra i curanti. Gli stessi criteri si applicano alla sperimentazione clinica.
  • 15. La formazione alla comunicazione e all'informazione deve essere inserita nell'educazione di base e permanente dei professionisti della Sanità.

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Il documento è stato redatto da:

Gianfranco Gensini, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Firenze.(Presidente).

Franca Porciani,giornalista scientifico, Corriere della Sera, Corriere Salute Coordinatore).

Carlo Buffi, Primario di ginecologia e ostetricia all’Ospedale di Poggibonsi (Siena).

Giuseppe Del Barone, Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri.

Fabio Firenzuoli, Responsabile del centro di riferimento regionale per la fitoterapia dell’Ospedale di Empoli.

Pierangelo Geppetti, docente di farmacologia clinica all’università di Firenze.

Saffi-Ettore Giustini, medico di medicina generale di Montale (Pistoia).

Stefano Inglese,Segretario del Tribunale dei diritti del malato, Cittadinanzaattiva, Roma.

Giulio Masotti, Direttore della scuola di specializzazione in geriatria dell’Università di Firenze.

Piero Morino,medico palliativista, Responsabile dell’unità di cure continue dell’Asl 10 di Firenze.

Alessandro Mugelli,Presidente del corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università di Firenze.

Patrizia Olmi, Direttore dell'Unità Operativa Complessa di Radioterapia 1 (Radioterapia Oncologica) dell'Istituto Tumori di Milano.

Mariella Orsi Salvadori,sociologa, Vicepresidente del Comitato Regionale toscano di Bioetica.

Antonio Panti, Presidente Ordine dei medici di Firenze e Direttore di “Toscana Medica”.

Armando Santoro, Vicedirettore scientifico e responsabile del servizio di oncologia medica dell’Istituto Humanitas di Milano.

Amedeo Santosuosso, giudice a Milano, che da molti anni si occupa delle problematiche etico-giuridiche della professione medica. Tra i fondatori della Consulta di bioetica.

Sandro Spinsanti, laureato in psicologia e teologia, ha insegnato Etica medica all’Università Cattolica di Roma e Bioetica all’Università di Firenze, dirige l’Istituto Giano di Roma, ha fondato e diretto la rivista “L’Arco di Giano”. Attualmente dirige la rivista

“Janus”.

Marcello Tamburini, Direttore dell’Unità Operativa di Psicologia dell’Istituto Tumori di Milano. È direttore della rivista internazionale online “Health and Quality of Life Outcomes”.

Ettore Vitali, Primario di cardiochirurgia dell’Ospedale Niguarda di Milano.



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Per rendere questo manifesto effettivo e' necessario conoscerlo, diffonderlo e soprattutto - come pazienti, famigliari e amici di persone malate - rendersi parte attiva nel promuovere un modo sempre migliore di comunicare con i dottori. Non lasciamo che questo lavoro rimanga un ideale di pochi, ma continuiamo a domandare che professionalità insieme con umanità ed empatia siano qualità inscindibili nei nostri medici.