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Ecografie e GIST



ECOGRAFIA E GIST





La rivista medica Ultrasound in Obstetrics and Gynecology del 24 Agosto 2007 ha pubblicato un articolo che illustra due casi di tumori GIST che inizialmente erano stati scambiati per masse tumorali di diversa natura, in ambito ginecologico. L’esame ecografico effettuato sulle pazienti aveva indotto diagnosi errate.



Articolo

Gastrointestinal stromal tumors mimicking gynecological masses on ultrasound: a report of two cases.

(I tumori stromali gastrointestinali possono mimare neoplasie di interesse ginecologico all’esame ecografico: report di due casi.)

V. Pinto 1 *, G. Ingravallo 2, E. Cicinelli 1, A. Pintucci 1, G. S. Sambati 1, M. Marinaccio 1, V. D'Addario 1



1. Dipartimento di Ginecologia e Ostetricia, Università degli Studi di Bari

2. Dipartimento di Anatomia Patologica, Università degli Studi di Bari

Estratto dell’articolo:

I Tumori Stromali Gastrointestinali (GIST) costituiscono la forma più comune di tumori mesenchimali del tratto gastrointestinale. Diagnosticare un GIST per mezzo di un esame ecografico può rivelasi difficile perchè questi tumori hanno un aspetto simile a neoformazioni ginecologiche. Presentiamo due casi di GIST dell'intestino tenue e dello stomaco che, prima dell'intervento chirurgico, erano stati erroneamente diagnosticati, rispettivamente, come leiomioma uterino e come tumore ovarico.

Rif.al seguente link:

http://lib.bioinfo.pl/pmid:17721899


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Abbiamo interpellato il Dottor Vincenzo Pinto (Professore Aggregato presso la IV Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università degli Studi di Bari), autore del lavoro sopra citato e gli abbiamo chiesto di commentare questo interessante studio. Ecco la sua risposta:





Spett.le Presidente ed Associati A.I.G.,

accolgo con piacere l’invito a commentare l’articolo “Gastrointestinal stromal tumors mimicking gynecological masses on ultrasound: a report of two cases” pubblicato su Ultrasound in Obstetrics and Gynecology. Il lavoro pubblicato parte dalla constatazione di due errori di diagnostica ecografica occorsi nell’attività del nostro Dipartimento.

Nel primo caso una giovane paziente di 42 anni è stata sottoposta ad ecografia pelvica transvaginale per la presenza di dolori addomino-pelvici. L’esame ecografico evidenziava una neoformazione di circa 4 cm apparentemente a partenza dalla parete anteriore dell’utero. La neoformazione sembrava essere sottosierosa e quindi di facile asportazione perché spesso tali formazioni sono provviste di un peduncolo. L’imaging ecografico era quello di un fibroma, in particolare di un fibroma che era andato incontro ad una degenerazione mucinosa nella sua parte centrale. E’ questo un aspetto che si riscontra di frequente, soprattutto nei fibromi di grosse dimensioni o cresciuti troppo velocemente, come può succedere ad esempio in gravidanza. Il fibroma poteva aver ruotato sul peduncolo, essere andato incontro ad una compressione dei vasi che lo irroravano e questo avrebbe potuto determinare la degenerazione della parte centrale e quindi la sintomatologia dolorosa. Si decise di procedere alla asportazione chirurgica della neoformazione, ma questa non era un fibroma a partenza dall’utero, anzi non aveva niente a che vedere con alcuna patologia di interesse ginecologico essendo un GIST a partenza dall’intestino tenue. L’esame ecografico non aveva identificato la natura, né l’organo di partenza della neoformazione, ma aveva perlomeno evidenziato la neoplasia e suggerito un approccio chirurgico.

Dopo un paio di mesi la sorte ha voluto che fosse commesso un altro “errore” di diagnosi differenziale. Questa volta però la diagnosi era molto più complessa. La paziente in esame, di anni 76 presentava all’esame ecografico una grossa massa addomino-pelvica di aspetto cistico di circa 15 cm. L’aspetto ecografico era quello di un ampio nucleo a bassa densità ecografia circondato da una porzione periferica di maggiore densità. Si riusciva ad evidenziare l’utero e l’ovaio di destra che apparivano normali. Non era possibile evidenziare l’ovaio di sinistra. La mancata evidenziazione dell’ovaio di sinistra, la sede, il volume e l’ecostruttura della massa hanno sollevato il sospetto di una neoplasia a partenza dall’ovaio di sinistra. La TAC ha confermato il sospetto diagnostico. Sottoposta ad intervento chirurgico, la paziente però non aveva alcuna tumefazione ovarica, ma un grosso tumore gastrointestinale stromale a partenza dalla piccola curvatura dello stomaco e dislocato sin nella pelvi.

La diagnosi ecografica dei GIST è estremamente difficile, perché queste neoplasie non hanno un aspetto univoco. Possono quindi mimare per forma, dimensioni ed ecostruttura, un fibroma uterino e del fibroma possono presentare gli aspetti che caratterizzano alcune degenerazioni. Ma in presenza di grosse tumefazioni che vanno incontro a fenomeni degenerativi e ad emorragia all’interno della neoformazione, anche la diagnosi differenziale con tumefazioni ovariche può essere davvero indaginosa. Nel nostro caso anche la TAC non è stata dirimente e non ha permesso l’evidenziazione dell’ovaio di sinistra. In età postmenopausale infatti il riconoscimento di ovaie sane è difficile, perché queste strutture vanno incontro ad involuzione e sono prive di follicoli.

Nei 12 casi descritti nella letteratura ginecologica, comprendendo i nostri due, non è stato mai possibile definire preoperatoriamente la natura né l’origine della neoplasia. Finalità del lavoro è stata sollecitare i Colleghi che si interessano di ecografia pelvica a considerare anche l’eventualità di un GIST specie in presenza di sintomatologia non tipicamente ginecologica. Talvolta il solo sapere dell’esistenza di una patologia può servire ad ampliare il ventaglio di opzioni che il clinico deve considerare nel momento della formulazione di una ipotesi diagnostica.

(4 ottobre 2007)