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Gist primario multiplo






Nel mese di settembre 2008, è stato pubblicato il seguente studio:

Clinical Cancer Research 14, 5715-5721, September 15, 2008. Published Online First September 8, 2008;

doi: 10.1158/1078-0432.CCR-08-0622

© 2008 American Association for Cancer Research

GIST primario con masse multiple nell’adulto: una realtà sottovalutata.

TITOLO ORIGINALE: Multiple Primary Sporadic Gastrointestinal Stromal Tumors in the Adult: An Underestimated Entity

Autori:

Daniela Gasparotto,1Sabrina Rossi,2 Italo Bearzi,3 Claudio Doglioni,4 AlessandraMarzotto,1 Jason L.H ornick,5 Alessandra Grizzo,1Chiara Sartor,2 AlessandraMandolesi,3 Raf Sciot,6 Maria Debiec-Rychter,7 Angelo Paolo DeiTos,2 and RobertaMaestro1

1Oncologia Sperimentale, CRO Centro di Riferimento Oncologico, Aviano;

2Reparto di Patologia, Presidio Ospedaliero, Treviso;

3Università delle Marche, Ancona;

4Reparto di Patologia, Ospedale San Raffaele, Milano;

5Reparto di Patologia, Brigham and Women's Hospital, Harvard Medical School, Boston, Massachusetts, Usa;

6Reparto di Patologia, Università di Leuven, Belgio;

7Reparto di Genetica, Università di Leuven, Belgio.

I GIST sono generalmente considerati dei tumori che sviluppano una massa singola. La maggior parte dei pazienti, presenta un’unica massa alla diagnosi, ma il 10% circa viene diagnosticato con malattia diffusa , caratterizzata dalla presenza di noduli multipli, ritenuti mestastasi che compaiono di solito nel peritoneo e nel fegato. L’evento di lesioni multiple all’esordio della malattia è poco frequente e in genere si riscontra nei GIST pediatrici, in alcune rarissime condizioni famigliari ereditarie o in sindromi distinte come NF1 oppure Triade di Carney. Ad eccezione di queste situazioni conosciute, quando si scoprono contemporaneamente delle lesioni multiple si ritiene generalmente che si tratti di metastasi derivanti da un unico GIST primario. In questi casi, i pazienti vengono posti in trattamento per GIST metastatico.

In un gruppo di 442 casi, dei quali 26 con malattia avanzata, i ricercatori hanno selezionato e rivisto 10 casi di GIST che all’esordio presentavano due o tre noduli distinti e, retrospettivamente, hanno svolto l’analisi istologica e delle mutazioni su tutti i campioni di tessuti prelevati all’epoca delle operazioni chirurgiche e che erano conservati in paraffina. Risultato: in 6 casi su 10, sorprendentemente è stato scoperto che le lesioni tumorali non potevano originare da un unico GIST primario e non si trattava, quindi, di metastasi. (Da notare che in un paziente, un nodulo di trovava nel peritoneo che è generalmente considerato sede di metastasi).

Questo studio ha quindi rivelato che una percentuale consistente di pazienti con lesioni multifocali all’esordio non era in realtà in stato avanzato e metastatico, ma presentava contemporaneamente dei GIST diversi e tutti primari.

Lo studio originale si può leggere cliccando QUI

Abbiamo contattato il Dr. Angelo Paolo Dei Tos, patologo esperto nei GIST e co-autore dello studio, per approfondire questo interessante tema. Abbiamo chiesto al Dr. Dei Tos di commentare lo studio e gli abbiamo rivolto alcune domande.

Domanda:

  1. Che ragioni hanno originato lo studio? Perché avete deciso di riesaminare quei casi?

Perché avevamo osservato in un paziente due lesioni singole con caratteristiche morfologiche diverse. Questo ci ha fatto sorgere il dubbio che potessero trattarsi di lesioni multiple sincrone e non di GIST in fase metastatica. Soprattutto abbiamo voluto verificare quanto questo fenomeno potesse essere frequente.

  1. Perché avete riportato che è stato ‘sorprendente’ scoprire che si trattava di Gist multipli e primari?

Perché in passato, queste lesioni erano state considerate sempre come malattia metastatica. La multiplicità era nota ed accettata nel contesto di sindromi quale la neurofibromatosi di tipo 1, o nella popolazione pediatrica, ma in genere ignorata nei pazienti adulti non sindromici.

  1. Che differenza c’è tra un GIST primario e uno secondario?

E’ una differenza sostanziale poiché nel primo caso abbiamo una fase di malattia locale mentre nel secondo caso abbiamo una malattia in fase sistemica.

  1. Nella pratica, cosa cambia per il paziente? E’ diverso il trattamento clinico di masse primarie rispetto a lesioni secondarie, cioè metastasi?

La differenza è sostanziale. Nel primo caso ci si può limitare alla chirurgia mentre nel secondo caso è necessario avviare il paziente alla terapia con imatinib. Naturalmente vi è una differenza enorme per quando concerne la prognosi, che nel caso di lesioni sincrone è estremamente favorevole.

  1. Avete riscontrato nello stesso paziente dei GIST multipli con mutazione e morfologia diversa?

Esattamente. In particolare è proprio sulla base della presenza di mutazioni diverse nei GIST multipli che possiamo affermare con certezza che non si tratta di lesioni metastatiche, bensì di neoplasie primitive sincrone.

  1. Il vostro studio porterà a dei cambiamenti nelle diagnosi future di GIST che non presentano un’unica massa all’esordio?

Da molto tempo sostengo che la diagnosi morfologica di GIST vada supportata con l’analisi molecolare dei geni KIT e PDGFRA. Lo ritengo fondamentale poiché il dato molecolare ci fornisce informazioni di tipo prognostico e può essere di aiuto nella scelta del farmaco e del dosaggio. I nostri risultati certamente rinforzano tale convinzione.

  1. Se tra i nostri lettori, un paziente si riconoscesse nella situazione (cioè presentava diversi noduli quando la sua malattia è stata diagnosticata in stato avanzato e metastatico) dovrebbe chiedere il riesame istologico?

Non necessariamente. Si tratta di pazienti verosimilmente in trattamento con Imatinib e in generale non credo sarebbe consigliabile una sospensione della terapia. Certo qualora fosse accertata la condizione di multiplicità è evidente che si ricollocherebbe il paziente in un gruppo prognostico molto più favorevole.

  1. I risultati del vostro studio contribuiscono a comprendere l’origine dei GIST e come si sviluppano?

Non direi. L’importanza di questo studio risiede nell’avere dimostrato l’esistenza di una presentazione clinica misconosciuta al di fuori di sindromi ben definite. Tuttavia al momento ci stiamo occupando dei cosiddetti microgist. Cioè di lesioni di piccole dimensioni, apparentemente ad elevata incidenza, che nella maggior parte dei casi non danno luogo ad una malattia clinicamente apprezzabile. Abbiamo in corso uno studio congiunto con il gruppo di Boston che mira appunto a svelare nel dettaglio la cancerogenesi molecolare di GIST. I primi risultati sono promettenti e speriamo di rendere pubbliche le nostre osservazioni entro pochi mesi

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